Ultimo aggiornamento  20 novembre 2019 12:40

Il compleanno di Henry Ford.

Giuseppe Cesaro ·

Produrrò un’auto per le masse. Sarà grande abbastanza per tutta la famiglia, ma abbastanza piccola perché una sola persona sia in grado di guidarla e averne cura. Sarà costruita con i materiali migliori, dagli uomini migliori che si possano assumere, sulla base dei progetti più semplici che la moderna ingegneria sia in grado di ideare. E avrà un prezzo talmente basso che nessun uomo che abbia un buon stipendio non sia in grado di possederne una, e godere, insieme alla sua famiglia, la benedizione di ore felici nei grandi spazi aperti creati da Dio”.

Ci sono persone che cambiano le cose e cose che cambiano le persone. Herny Ford appartiene a quella ristrettissima cerchia di grandi uomini capaci di entrambe le imprese. Nato esattamente 153 anni fa a Dearborn, una piccola città agricola del Michigan a una manciata di chilometri da Detroit, con la sua visione ha cambiato l’automobile e con la sua automobile ha cambiato l’America. E il resto del mondo.

Fordismo: industria, mercato, costume

Così come nella storia dell’arte esiste un prima e un dopo Piero della Francesca – primo teorizzatore delle leggi della prospettiva - nella storia dell’auto esiste un prima e un dopo Henry Ford. Non è un caso, dunque, se con fordismo si definisce addirittura un intero modo di fare industria. Un modo che, nel bene e nel male, condizionerà tutto ciò che verrà dopo.

I cardini del “sistema Ford”

Ispirato all’organizzazione scientifica del lavoro (taylorismo), il “sistema Ford” si fonda su cardini inediti e rivoluzionari: ricerca continua del miglioramento dell’efficienza, pianificazione rigorosa delle fasi di produzione, introduzione e uso sistematico delle catene di montaggio (per la prima volta sono le componenti e non gli operai a muoversi) e standardizzazione di alcuni elementi, che possono così essere utilizzati per la produzione di più di un modello. Tutto questo senza dimenticare importanti incentivi alla manodopera, come paghe più alte (5 dollari contro 2,34) per orari di lavoro ridotti (8 ore anziché 9). Quanti grandi capitani d’industria posso dire di aver inciso altrettanto su produzione, mercato, vita sociale e costume?

L’auto scende dall’Olimpo e invade le strade

La rivoluzionaria “Model T” – la prima “auto per tutti” della storia – è colei che, di fatto, determina il passaggio dalla società a quattro zampe a quella a quattro ruote. Grazie a “Tin Lizzie” – che “ogni cliente può avere del colore che desidera, purché sia nero” – qualunque americano con un lavoro decente diviene in grado di possedere un’auto. Improvvisamente il sogno esclusivo di élite privilegiate, diventa una realtà alla portata di tutti. L’auto scende dall’Olimpo e invade le strade, grazie a una vera e propria rivoluzione copernicana, che le spalanca un futuro virtualmente senza fine.

Meno di 30 secondi per un’auto

Nel tempo necessario a leggere poche righe di questo articolo, agli inizi del Novecento, la Ford Motor Company era già in grado di sfornare una Model T nuova fiammante. Grazie alle tecniche di produzione di massa messe a punto da Ford, infatti, le catene di montaggio delle sue fabbriche riuscivano a partorire una nuova auto ogni 24 secondi.

Giù costi e prezzi, su le vendite

Una rivoluzione progettuale e produttiva che, in pochi anni, permette di abbattere vertiginosamente i costi, ridurre drasticamente i prezzi e moltiplicare esponenzialmente le vendite.

All’avvio della produzione (1909), per mettersi al volante di uno dei 10.666 esemplari di Model T ci vogliono 825 dollari. Per un operaio o un insegnante si tratta dell’equivalente di 18 mesi di lavoro. Dieci anni dopo le Model T prodotte sono quasi mezzo milione, il prezzo scende a 500 dollari e le mensilità si riducono a 10. Nel 1925 la produzione sfiora i due milioni di esemplari e una Model T costa solo 260 dollari: poco più di cinque mensilità. In quindici anni il prezzo è crollato di oltre il 68%. Non stupisce, dunque, che nel 1918 la metà delle auto che circolano in America siano Model T e che, quando per “Tin Lizzie” giunge il momento della pensione (1927), ne siano state prodotte quasi 15 milioni.

Buon compleanno Mr. Ford: grazie per aver mantenuto fede alla tua promessa e aver regalato al mondo la prima auto davvero… affordable.

Tag

Ford  · Ford Museum  · 

Ti potrebbe interessare

· di Paolo Borgognone

La Casa americana ha deciso di estendere per altri due anni la produzione della dream car in fibra di carbonio. Prenotazioni riaperte a partire dal 2018