Ultimo aggiornamento  20 luglio 2019 07:17

La grande corsa degli universitari.

Marina Fanara ·

Ingegno, passione, amicizia, solidarietà. Più che una gara, l'edizione 2016 della Formula SAE Italy, sulla pista di Varano de' Melegari (Parma), dal 22 al 25 luglio, è stata l'occasione per gli oltre 2.500 giovani partecipanti di confrontarsi dal punto di vista tecnico, ma anche umano. Sono tutti studenti d'ingegneria, provenienti da 25 università del mondo, per presentare e competere sul progetto di una monoposto da corsa, a combustione interna o elettrica, nata dalla loro mente e realizzata con le loro mani.

Un'amichevole sfida d'ingegno

In tutto 76 squadre, 8 i parametri di valutazione dei singoli progetti: piano aziendale, design della vettura, analisi dei costi, prova di accelerazione, prova skid-pad (tenuta in curva), prova autocross, consumo di carburante ed endurance. "E' stato un evento travolgente", dice Alessandro Cocconcelli, il presidente dell'Automobile Club di Parma, che sostiene da sempre questa iniziativa, "un'esplosione di idee, alcune davvero geniali. Ma quello che colpisce di questi ragazzi è la loro grande speranza per il futuro, lo spirito di sacrificio, il lavoro di squadra e la grande solidarietà che dimostrano non solo all'interno del rispettivo gruppo, ma anche con i compagni di altre nazionalità".

Come nel caso del team tedesco che, racconta il presidente AC: "Dopo aver montato il proprio prototipo con una precisione da orologio svizzero, si è messo ad aiutare i colleghi dell'India, palesemente in difficoltà". Un bell'esempio. Che onora la memoria di Riccardo Paletti, lo sfortunato giovanissimo pilota che ad appena due giorni dal suo 24esimo compleanno, nel 1982, si è schiantato sulla pista di Montreal, in Canada, pochi metri dopo la linea di partenza della sua prima Formula 1. Proprio a lui è dedicato il circuito di Varano lungo il quale questi laureandi d'ingegneria si sono messi alla prova.

Qui si pilota il futuro

La Formula SAE ha il sostegno di numerosi di sponsor del settore, in primis Dallara Automobili e FCA. A seguire: Lamborghini, Bosh, ZF. Nomi di prestigio che sostengono la manifestazione, perché da qui i loro osservatori traggono enormi spunti: "Non si  tratta solo di un'esercitazione di gioventù", sottolinea il presidente Cocconcelli, "ma la Formula SAE è una fucina di idee e molte di queste, sapientemente perfezionate, potrebbero diventare le nuove soluzioni del futuro". Da parte sua l'Automobile Club di Parma ha avuto il compito di consegnare il "Trofeo AC Parma" alle auto elettriche con il miglior design. Come quella della Squadra Corse del Politecnico di Torino, che quest'anno ha ottenuto ottimi voti in quasi tutte le prove di valutazione nel comparto degli esemplari a batteria. Una conferma del prestigio dell'italian style nel mondo.

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