Ultimo aggiornamento  21 maggio 2019 15:40

Come eravamo: la prova dell'Alfasud.

Alberto Bellucci ·

(La prova è integralmente ripresa dal numero 26 de l'Automobile del 8 luglio 1973). Poco più di un anno fa uscivano dallo stabilimento di Pomigliano d'Arco le prime Alfasud. Da allora ne sono state vendute oltre 50 mila (di cui circa 10 mila all'estero) e si prevede che entro la fine dell'anno saranno almeno 120 mila. Il termine medio fra prenotazione e consegna si aggira adesso intorno al mese e mezzo: non è poco. Ciò è dovuto alla buona domanda, che ora si è “svegliata” anche al Nord (soprattutto Piemonte e Veneto) e nel Lazio. In quest'ultima regione si sono vendute finora solo poche Alfasud di più che in Campania, pur rappresentando il Lazio un mercato quasi doppio rispetto a quello Campano.

Non sarebbe però giusto affermare che l'Alfasud si vende soprattutto nel sud: in Emilia-Romagna e in Toscana, ad esempio, la percentuale di mercato rappresentata dall'Alfasud è superiore all'incidenza che queste regioni hanno sul totale nazionale. Al sud e nelle isole, poi, fatta eccezione per il “boom” della Campania, le altre regioni si comportano con l'Alfasud senza particolare predilezione. Un po' “freddi”, invece, il Lazio, il Piemonte, le Venezie ed il Trentino. Tutto sommato, però, abbiamo dimostrato in questa occasione di essere meno campanilisti di quanto ci si aspettasse.

Come è noto, almeno per ora l'Alfasud è offerta in un sola versione: la berlina a 4 porte. Entro l'anno farà seguito una due porte e per i primi del l’anno prossimo le versioni sportive. Sempre per l'anno prossimo è prevista una versione “TI”, con cilindrata portata a 1300 cc, prestazioni ancora più brillanti, cambio a cinque marce e strumentazione arricchita. Questa vettura, che dovrebbe essere disponibile nella sola versione a due porte, si affiancherà all'Alfasud classica, che è ora disponibile anche con servofreno (56.000 lire di supplemento praticamente obbligatorio, dato che non se ne può fare a meno).

L’abitacolo

Considerate le ridotte dimensioni d'ingombro (che sono pressappoco le stesse della Fiat 128), la vettura è molto spaziosa, sia in larghezza che in lunghezza. È inoltre molto luminosa ed è caratterizzata da un ottima visibilità. Sebbene modellato per due, il sedile posteriore ospita con un certo comfort anche un terzo passeggero: lo spazio, infatti, non manca. I sedili anteriori sono comodi ed avvolgenti ed ottima è la posizione di guida: gli schienali reclinabili (caratterizzati da un comando scomodo) fanno, però, parte della dotazione extra (16.240 lire di supplemento). Extra sono anche il bloccasterzo e il lunotto termico. Fanno parte della dotazione di serie, invece, i sedili rivestiti in panno (eventualmente sostituibile, senza sovraprezzo, con la finta pelle) e il volante regolabile in altezza: ma l'escursione di quest'ultimo è un po' limitata.

Le rifiniture, anche se migliorate rispetto a un anno fa, sono piuttosto sommarie, almeno in rapporto al prezzo: bene solo per i sedili in panno e per la corona del volante imbottita. Altrettanto scarsa - ma in compenso ben visibile e illuminata da una luce verde - la strumentazione; mancano almeno un termometro dell'acqua (c'è in compenso una spia) e un contagiri. In più delle utilitarie troviamo solo il contachilometri parziale. Non stonerebbe neppure un orologio e un manometro dell'olio.

Per la dotazione degli accessori la situazione è migliore, ma non entusiasmante: buona aerazione-riscaldamento a ricambio totale con ventilatore a due velocità, bene per i tergicristallo a due velocità, per le tre maniglie di appiglio, per le grandi visiere parasole utilizzabili anche di lato, per le sicurezze-bambini agli sportelli posteriori e per lo specchietto antiabbagliante. Mancano, però, un cassetto nella plancia (ma ci sono due ripiani), l’accendisigaro, l'illuminazione al portabagagli e al motore (quella che c’è in quest'ultimo è inutile), un fanale per la retromarcia. Il portabagagli è ampio (quasi 400 litri), regolare e con apertura allineata al piano: purtroppo la ruota di scorta è sotto a quest'ultimo. Il cambio, ben disposto tra i sedili, è maneggevole: tuttavia talvolta si impunta.

Comfort di marcia

È senz'altro buono. Ai sedili comodi ed alla spaziosità dell'abitacolo si uniscono, infatti, l'eccellente insonorizzazione del motore (che è separato dall'abitacolo da una doppia paratia e che diviene leggermente rumoroso solo in fuorigiri) e le ottime sospensioni, che offrono un giusto compromesso tra un molleggio morbido e uno duro e che “bevono” anche grossi ostacoli con facilità. Limitato inoltre il piegamento laterale della carrozzeria in curva e ridotto al minimo il sibilo dell'aria alle alte velocità.

Prestazioni

Sono notevolmente superiori a quello che ci si aspetterebbe da una vettura di 1186 cc: fa solo un po' difetto la ripresa, la capacità cioè di riprendere dalle basse velocità con le marce alte, data la scarsa elasticità del motore (occorrerebbero un centinaio di cc in più), L'accelerazione, in compenso, è scattante: occorrono appena 35 sec. e 5/10 per coprire il km con partenza da fermo e sono necessari solo 8 sec. e 6/10 per raggiungere gli 80 km/h e 13 sec. e 5/10 per i 100 km/h. in completo fuorigiri - assai ben sopportalo dal motore - si raggiungono in prima al tachimetro (tra parentesi i limiti indicati dalla Casa) i 57 km/h (42), in seconda i 105 (77) e in terza i 145 (115 km/h). Sono limiti eccezionali, anche in considerazione della discreta precisione del tachimetro (scarto di circa il 3-4 per cento). La velocità massima effettiva misurata sul chilometro lanciato percorso nei due sensi è stata di 155,5 km/h. Una buona velocità di crociera da tenere a lungo in autostrada è quella compresa tra i 130 e i 140 km/h di tachimetro: a questa velocità la vettura fa ancora quasi 10 km con un litro di benzina, mentre il motore gira intorno ai 5000 giri/min, effettivi (a 1000 giri/ minuto in quarta la vettura sviluppa 26 km/h).

Consumo

Considerate le brillanti prestazioni è piuttosto contenuto, e si mantiene  tale anche alle alte velocità, in città si coprono da 7,5 a 12 km/litro, con medie spesso ricorrenti di 10 km/litro. Su percorsi extraurbani turistici si coprono anche 13-14 km/litro. Adottando una guida veloce, il consumo tuttavia non scende mai al di solto degli 8 km/litro con medie spesso ricorrenti - sempre ad andatura sostenuta - di 10 km/litro, a 80 km/h effettivi l’Alfasud copre quasi 17 km/litro: a 100 fa poco meno di 14 km/litro: a 120 oltre 11 km/litro e a 140 circa 9 km/litro. Trascurabile il consumo dell'olio (1 kg ogni 4.000 km circa)

Tenuta di strada

Costituisce uno dei principali pregi di questa vettura: è infatti ottima sotto tutti gli aspetti anche con terreno bagnato e con pavimentazione sconnessa, li comportamento in curva è sempre sottosterzanrte (tende cioè ad opporsi alla curva stessa richiedendo per tanto più sterzo), anche rilasciando il gas. Al contrario di molle altre trazioni anteriori. l'Alfasud non riserva quindi, sorprese in curva né in fase di rilascio dell'acceleratore né, addirittura, frenando per un ostacolo improvviso. Ridotto il rollio e non molto accentuata la sensibilità al vento laterale in rettilineo. Anche lo sterzo è all’altezza della situazione: preciso, piuttosto diretto (poco più di tre giri e mezzo per la sterzata completa) richiede poco sforzo per l'azionamento anche con vettura ferma ed ha un ottimo ritorno all'uscita delle curve. Contenuto il diametro di sterzata (9,4 metri).

Freni

Sono buoni sole nelle versioni provviste di servofreno, nelle altre escludono in pratica dalla guida tutti coloro che non siano provvisti di muscolatura fuori del normale: stupisce solo che la Casa abbia atteso un anno ad accorgersene. Per fortuna il servofreno è applicabile anche alle vetture già in circolazione. I freni sono, comunque, potenti e assai resistenti all'uso prolungato (sono, intatti, tutti e quattro a disco). Hanno inoltre, dimostrato scarsa tendenza al bloccaggio delle ruote posteriori, oltre ad essere dotati di una certa progressività di funzionamento.

Tag

Alfa Romeo  · Heritage  · Storiche  · 

Ti potrebbe interessare

· di Marco Perugini

La sportiva due posti con motore centrale e dal costo non impegnativo nasce nel 1975 dalla matita di Pininfarina e dalle mani di tre big dell'auto

· di Gianni Rogliatti

Abbiamo guidato per voi la nuova Alfetta 1600. Si distingue e dalla versione di maggiore cilindrata per i proiettori anteriori. Sfiora i 180 chilometri orari