Ultimo aggiornamento  14 novembre 2019 15:52

USA, Uber per le emergenze mediche.

Redazione ·

Utilizzare taxi o le auto di Uber per rendere meno caotico il sistema di chiamata delle ambulanze, dirottando su altri mezzi di trasporto tutti quei malati che non necessitino di ricovero in un pronto soccorso ma che devono solo andare a sostenere una visita. Per snellire il traffico delle migliaia di chiamate alle autoambulanze e fornire un migliore servizio a chi necessità pronto intervento. A Washington tutto questo potrebbe diventare presto realtà.

Richieste di soccorso

L'idea è venuta al Dipartimento che si occupa delle emergenze sanitarie e dei vigili del fuoco nella Capitale degli Stati Uniti d'America - il FEMS - e al suo direttore Gregory Dean. Secondo il dipartimento ogni anno nella città sulla costa orientale - che non è una metropoli sconfinata, avendo solo 670.000 abitanti nella zona centrale contro, ad esempio gli oltre 8 milioni di New York - vengono effettuate 160.000 chiamate al 911 per richiedere l'intervento di una ambulanza, cioè oltre 438 al giorno, più di 18 ogni ora. E le chiamate al cosiddetto Engine 30 - cioè il sistema che allerta i vigili del fuoco - sono state nel 2015 oltre 7.600, più di venti ogni giorno.

Paramedico a bordo 

L'idea del FEMS - ancora allo studio, i primi ragionamenti concreti si faranno a partire dal mese di ottobre - è quella di stringere un accordo economico con Uber, oltre che con le compagnie di taxi, per far sì che gli operatori del 911 possano smistare le chiamate con meno urgenza, liberando così le ambulanze per le situazioni più gravi. In pratica al guidatore Uber inviato sul posto di una chiamata verrebbe affiancato un paramedico in grado di capire se la persona deve essere soltanto accompagnata dal medico o se debba essere invece ricoverata. In questo secondo caso sarà l'ambulanza ad intervenire. 

Pro e contro 

Il progetto, seppur ancora in fase embrionale, ha già riscosso qualche critica. C'e' chi teme che i paramedici possano non avere la formazione giusta per affrontare eventuali emergenze, magari dirottando sul medico generico una situazione critica. Tuttavia il FEMS spera che la sperimentazione funzioni: "A New York - ha detto Gregory Dean citando uno studio pubblicato da poco - l'attesa media per un'ambulanza è di 6,1 minuti, mentre quella per un'auto di Uber è di 3 minuti in periferia e di 2,42 minuti sull'isola di Manhattan. C'è da ragionarci sopra". Uber, inoltre, sarebbe d'accordo anche per non chiedere a chi chiamasse per emergenza di dover scaricare la app e di registrarsi ma accetterebbe di avere dei clienti "light" solo per il caso di necessità.

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