Ultimo aggiornamento  17 febbraio 2019 01:14

Jeep ed Europa spingono gli utili di FCA.

Enrico Artifoni ·

Bene in NordAmerica e in Europa, male in Brasile, così così in Cina. Le vendite di FCA nel secondo trimestre 2016 si sono assestate complessivamente sui livelli di un anno fa (1,18 milioni di consegne, in calo dell’1%). E i ricavi pure (27,9 miliardi di euro, in flessione del 2% ma +1% al netto della conversione delle valute). Sergio Marchionne, tuttavia, ha più di un motivo per sorridere.

Quanto pesano gli airbag di Takata

L’utile operativo è salito del 16% a 1,63 miliardi, ridotti a 1,06 per effetto degli accantonamenti straordinari (414 milioni solo per il richiamo delle auto con gli airbag difettosi di Takata). Gran parte dei guadagni è arrivata ancora dal NordAmerica, ma finalmente FCA sta mettendo a segno buone performance anche in Europa,  dove l’aumento delle vendite (+13% le auto, +16% i veicoli commerciali) e del fatturato (+5% ) ha fatto salire il risultato prima delle imposte a 143 milioni di euro (dai 57 di un anno fa) . Nel complesso il margine operativo è salito di quasi un punto, al 5,8%, e in entrambi i principali mercati di FCA la quota è cresciuta (al 12,7% negli USA e al 6,8% in Europa). E grazie ai buoni risultati del primo semestre, i target per fatturato e utili sono stati rivisti leggermente al rialzo (il primo a 112 miliardi, il secondo a 5,5).

Giù i debiti, su il rating

Il forte flusso di cassa ha permesso a FCA di ridurre di oltre un miliardo di euro l’indebitamento netto rispetto ai 6,6 miliardi del trimestre precedente e di confermare la stima di un calo a meno di 5 miliardi a fine anno. Musica per le orecchie degli analisti, che più volte in passato avevano espresso la loro preoccupazione per l’eccessiva esposizione dell’azienda uscita dalla fusione fra Fiat e Chrysler. Difatti Moody’s ha subito rivisto al rialzo il rating di FCA, sia per quanto riguarda la valutazione globale sia quella sulle obbligazioni.

Jeep in grande spolvero

Fra i vari marchi, le maggiori soddisfazioni nel trimestre sono arrivate ancora da Jeep, che cavalcando l’onda alta dei suv-crossover ha aumentato del 16% le vendite e migliorato le sue posizioni su tutti i mercati, e da Ram, che ha approfittato della robusta domanda di pickup negli Usa. Ha perso terreno invece Maserati (-16% le consegne nonostante un +20 in Cina e -16 anche gli utili, ridotti a 36 milioni di euro), ma per la marca premium il trend dovrebbe invertirsi nel secondo semestre con il lancio sui principali mercati del suv Levante.

Attesa per le premium

Le principali scommesse di Marchionne per la seconda parte dell’anno riguardano entrambe prodotti premium: il Levante appunto e l’Alfa Giulia. “Ci aspettiamo molto da questi modelli, in termini di volume e ancor più di margini”, ha confermato il Ceo di FCA parlando con gli analisti a margine della presentazione dei risultati finanziari. “Non forniamo cifre, ma le prime indicazioni che arrivano dalle concessionarie sono piuttosto buone”.

Dopo Google, altri partner?

Nel breve periodo, FCA continuerà a spingere sulle vendite di suv e pick-up, per produrre i quali sta riconvertendo alcune linee nelle fabbriche americane da cui uscivano in precedenza le berline di Chrysler. Per queste ultime però, non potendo abbandonare del tutto il settore, diventa essenziale trovare quanto prima un accordo con un altro costruttore. Non c’è fretta, invece, come ha confermato lo stesso Marchionne, per altri accordi dopo quello con Google sulla guida autonoma: “Abbiamo discussioni aperte con altri potenziali partner, siamo privi di pregiudizi ma anche cauti. E' troppo presto per impegnare ampi capitali su qualcosa che conosciamo e capiamo poco”.

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