Ultimo aggiornamento  17 giugno 2019 00:33

Due cavalli, mon amour.

Roberto Sposini ·

Se la Citroen più romantica, allegra, ironica della storia vi scalda il cuore, non potete mancare a questo appuntamento: dal 26 al 31 luglio dell’anno prossimo, la tribù dei “Duecavallisti” si darà appuntamento a Ericeira, in Portogallo, per la 22esima edizione del Raduno mondiale delle 2CV. Manca un anno, così avete tutto il tempo di organizzarvi. Sarebbe l’occasione perfetta, la migliore che vi possa capitare (il raduno mondiale si ripete ogni due anni), per conoscere un’auto che è anche un po’ un mondo, un modo di vivere. Una filosofia insomma.

Un amore di macchina

Salvare dall’oblio una vecchia 2CV consumata dal tempo, spesso usata quotidianamente per andarci al lavoro, ha un fascino irresistibile. Andare per mercatini dei ricambi per scovare, l’intero telaio di un esemplare del 1976, le rare cornici dei vetri, intere parti di carrozzeria, comprarsi delle valige fatte con vecchie capote (ovviamente di 2CV)... "Lei" è così, semplice, indistruttibile (ruggine a parte), costa poco a comprarla e anche meno a mantenerla. E soprattutto ha un fascino fuori dal tempo. Ce ne sono ancora molte in giro: trovare una bella Charleston con trent’anni di storie e di viaggi sul groppone sui 5mila euro è un gran colpo. 

Occhio alle salite

La possibilità di scelta non manca. Occhio solo alla ruggine, diffusa un po’ ovunque. Lei, vedrete, saprà ripagarvi delle attenzioni che, inevitabilmente, dovrete dedicarle per rimetterla in forma Lenta, anzi lentissima, nel decennio 80-90 le ultime 2CV montavano un 2 cilindri raffreddato ad aria di soli 602 cc e avevano 29 cavalli. Certo, erano leggerissime (appena 560 kg) ma viaggiare con loro, aveva un paio di controindicazioni: vento e salite. Così, i “duecavallisti” hanno sviluppato delle sofisticate tecniche di guida predittiva, tipo guardare gli alberi e la strada davanti a sé, in modo da prepararsi al temibile vento laterale o dar fondo al gas per superare una salita improvvisa.

Le sue sorelle

Derivate o costruite sulla stessa meccanica, e con filosofie analoghe, ci sono anche Dyane, Mehari, Ami, le furgonette AZU, AK e Acadiane. Ma lei, la 2CV, fra tutte è la più amata, la più originale. Anche quella con la storia più bella se vogliamo, fatta di idee semplici ma geniali. Proprio quella semplicità che nell'autunno del 1935 venne richiesta dai vertici agli ingegneri Citroen: una vettura che potesse trasportare due persone e 50 kg di patate, che viaggiasse a non più di a 60 Km/h (i contadini di Francia mica sapevano guidare), e che non consumasse più di 3 litri per 100 Km. Doveva costare poco ed essere confortevole. Ecco, comprarsi oggi una Charleston del 1984, anno in cui entrò in listino questa versione speciale bicolore, è un po’ come fare un viaggio a ritroso nel tempo: leva del cambio che sbuca accanto al volante, capote minimalista, finestrini che si aprono come finestre, sedili cedevoli come vecchi sofà. E quel borbottio inconfondibile, tipico del bicilindrico raffreddato ad aria. Se solo Citroen provasse a rifarla…

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