Ultimo aggiornamento  24 agosto 2019 08:37

E del codice che ne facciamo?

Colin Frisell ·

A Londra questa storia delle auto robot la stiamo prendendo molto sul serio. L'ultima novità, in ordine di tempo, riguarda il Codice della Strada, lo Highway Code come lo chiamiamo da questa parte della Manica. Dopo aver favorito in ogni modo la sperimentazione delle auto autonome sulle  nostre strade, dopo aver creato il corridoio intelligente Londra Dover, dopo aver promosso in ogni modo gli investimenti stranieri in proposito (beh, poi c'è il piccolo problema della Brexit, ma lasciamo stare per ora ) adesso a Downing Street e dintorni si stanno chiedendo cosa si possa fare del caro, vecchio codice della strada.

Qui il primo codice è stato pubblicato nel 1931 (siete pignoli come me? bene, allora è stato pubblicato esattamente il 14 aprile di quell'anno e per comprarlo bisognava sborsare un penny) e si occupava soprattutto di regolamentare il traffico di auto, in particolare in relazione a quello, ancora ben presente all'epoca, dei carretti trainati da animali. Niente software e intelligenza artificiale all'epoca. Oggi siamo passati dalle 18 pagine della prima edizione a un bel librone di 307 regole e 9 annessi, rivisto nel 2004. Come dire che la vita è un bel po' più complicata di una ottantina di anni fa. 

Insomma, che vuole il nostro governo? Semplice, attraverso una consultazione online (nessuno ha il coraggio di chiamarlo referendum: da queste parti siamo diventati allergici al tema...) ci viene chiesto se sarà sufficiente inserire nel codice qualche postilla che permetta l'uso di auto autonome sulle nostre strade, cosi da andare incontro al quasi imminente debutto dei robot dietro il volante o se servirà una vera e propria rivoluzione. Cioè, c'è chi propone di buttare via il testo cosi come lo conosciamo e di dedicare il nuovo Highway Code solo ed esclusivamente alla sfida autonoma, aprendo cosi la strada alle rinnovate esigenze dell'intelligenza artificiale che guiderà al posto nostro.
Voi che rispondereste?

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London calling
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Giornalista appassionato di auto e 100% suddito di Sua Maestà

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