Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 10:30

Bollo auto d’epoca è sempre più caos.

Redazione ·

Collezionisti e proprietari di auto d’epoca continuano ad essere bersaglio di provvedimenti fiscali differenti da parte delle Regioni, con ricadute sociali ed economiche diverse sul territorio. Malgrado l’ultimo pronunciamento della Corte Costituzionale che ha bocciato le facilitazioni tributarie in Basilicata e Umbria per i veicoli ultraventennali di interesse storico, rimangono le disomogenee interpretazioni da parte delle Autorità regionali sulla Legge di Stabilità 2014, che in teoria ha cancellato ogni vantaggio fiscale per i possessori di veicoli d’epoca. “Non è nostra abitudine commentare le sentenze e in attesa degli sviluppi a livello locale prendiamo atto del pronunciamento dalla Corte Costituzionale – ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damianima notiamo discriminazioni territoriali con orientamenti difformi da parte delle istituzioni, che penalizzano non pochi automobilisti rispetto ad altri”.

Paese che vai, tassa che trovi

Guardando alle sole regioni convenzionate con ACI per la tassa automobilistica, pur imponendo ai proprietari di veicoli over20 il pagamento della tassa automobilistica fino al compimento dei 30 anni del mezzo, il Lazio riduce del 10% gli importi se i veicoli appartengono agli elenchi ASI e FMI, la Toscana “sconta” il 10% a tutti gli ultraventennali e la Provincia Autonoma di Bolzano arriva addirittura al 50%. In Lombardia e Provincia Autonoma di Trento viene riconosciuta l’esenzione per i veicoli iscritti nei registri storici, mentre in Emilia Romagna tale facilitazione è appannaggio per i mezzi certificati di rilevanza storica o collezionistica. Ma se a Trento e Bologna si versa comunque l’eventuale tassa di circolazione pari a 25,82 euro per le auto e 10,33 euro per le moto, in Lombardia non è dovuta neanche quella.

La lista chiusa tutela il settore

Per distinguere un’auto storica da un’auto vecchia, l’Automobile Club d’Italia ritiene che la soluzione migliore rimanga la definizione di una “lista chiusa” di veicoli oggettivamente ed univocamente riconosciuti storici, così come definita dall’art. 63 della Legge 342/2000 e così come stilata dalla FMI per le moto. ACI Storico è stato il primo a stilare una lista chiusa con oltre 360 modelli universalmente riconosciuti storici, ai quali vanno aggiunti tutti i veicoli di oltre 40 anni di età, consegnandola alle Compagnie assicurative e agli altri interlocutori istituzionali che dispongono finalmente di uno strumento di individuazione delle auto storiche meritevoli di tutela. Senza un nuovo e più organico intervento normativo sui veicoli d’epoca, il settore della auto storiche rischia di scomparire e non si potrebbero più svolgere in Italia eventi affascinanti come la Mille Miglia, Targa Florio o Coppa d’Oro delle Dolomiti.

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