Ultimo aggiornamento  26 gennaio 2020 14:22

USA, proteggere Fido in viaggio.

Redazione ·

Tra le spiagge bianchissime e il mare blu cobalto di Pensacola in Florida e il freddo micidiale e gli inverni rigidissimi di Plymouth nel Michigan c'è una distanza che sembra incolmabile, ben al di là degli oltre 1.500 chilometri che separano questi due lembi d'America. Eppure le due città a stelle e strisce hanno una cosa in comune: in entrambe si sta affrontando il problema dei cani in auto, anche se da due punti di vista molto differenti.

Difesi per legge

In Florida di caldo ne fa parecchio e in particolare d'estate. Recentemente una legge statale, denominata non senza un briciolo di enfasi "Legge del Buon Samaritano", ha affrontato il problema di cosa fare se si vede un cane lasciato dentro una auto al sole. La norma assolve chi - vedendo un cane in difficoltà dentro una macchina chiusa e arroventata  - intervenga per liberarlo. Anche a costo di rompere un vetro se necessario.  La stessa legge è stata recentemente approvata anche nello stato del Tennessee

Occhio alla polizia 

Ma a Pensacola si va anche oltre. Il locale comando di polizia ha diramato un avvertimento ai proprietari di auto distratti che lasciassero il loro piccolo amico al caldo. Non solo la polizia ha il diritto di intervenire  facendo di tutto per salvare Fido ma il padrone rischia di finire in gattabuia. La polizia lo dice chiaro e tondo: "I cani non si lasciano chiusi in macchina. Se lo fate interverremo e per loro ci sarà un passaggio gratis al primo canile dove saranno curati. Per voi il viaggio sarà verso il penitenziario statale invece". Più chiaro di cosi... 

43 milioni di amici

Spostiamoci 980 miglia più a nord a Plymouth, un sobborgo di Detroit. Qui un gruppo di volontari e un team di ingegneri e lavoratori della Johnson Controls, società di sviluppo tecnologico applicato a vari settori dell'industria, sta studiando dei "volontari" a quattro zampe. Obiettivo della ricerca è quello di capire i comportamenti e le reazioni dei cani quando sono in auto e studiare quindi i motori migliori per proteggerli. I ricercatori di Plymouth sono partiti da un dato molto semplice: sono 43 milioni le famiglie americane che possiedono un cane e l'industria automobilistica non si e' ancora occupata a fondo del problema della sicurezza dei quattro zampe quando sono in viaggio. 

Al lavoro per domani 

Uno dei settori principali di studio è quello dei sistemi di ritenuta. Uno dei ricercatori ha portato la propria esperienza in prima persona: "Mi è capitato di essere in auto col mio Remi  - un Labrador nero di più di 25 chilogrammi - e quando ho dovuto frenare in emergenza il cane è letteralmente volato per l'abitacolo. Per fortuna e' rimasto illeso, come tutti gli altri a bordo, ma la sensazione era quella di avere un proiettile da 25 chili in giro per l'auto. Mi sono reso conto che bisogna fare qualche cosa". Alla Johnson ci stanno lavorando sapendo, però, che per realizzare un sistema standard che possa essere accettato da tutti ci vorranno almeno dieci anni.

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