Ultimo aggiornamento  16 settembre 2019 15:00

Unione europea: auto, cambia marcia.

Patrizia Licata ·

La Commissione europea ha presentato un pacchetto di misure di qui al 2030 per contrastare i cambiamenti climatici portando a una riduzione delle emissioni di CO2 in tutti i settori dell'economia europea, con principi guida e obiettivi vincolanti che coinvolgono tutti gli Stati membri e un capitolo specifico dedicato alla mobilità sostenibile

In quattro punti

La strategia sulla mobilità a basse emissioni pone le basi per lo sviluppo di misure a livello Ue per veicoli con emissioni ridotte o nulle e per combustibili alternativi a basse emissioni. Nei prossimi mesi la Commissione definirà nel dettaglio tutti gli obiettivi, ma intanto ha sancito i cardini della strategia: aumentare l'efficienza del sistema di trasporto sfruttando al massimo le tecnologie digitali, lo smart pricing e modalità di trasporto a basse emissioni; accelerare sull'utilizzo di fonti di energia alternative per il trasporto, come biocombustibili avanzati, elettricità, idrogeno, carburanti sintetici rinnovabili; aumentare il numero di veicoli a zero emissioni circolanti (auto ibride, 100% elettriche, a celle a combustibile); valorizzare il ruolo chiave di città e autorità locali nell'attuazione della strategia (con incentivi per energie e veicoli alternativi, incoraggiando soluzioni di spostamento multimodali e di mobilità condivisa, ecc.). 

Un quarto della CO2 dovuta ai trasporti

"I trasporti costituiscono un quarto delle emissioni di gas a effetto serra dell'Europa e sono la causa principale dell'inquinamento atmosferico. La transizione verso una mobilità a basse emissioni è fondamentale per raggiungere gli ambiziosi obiettivi dell'Ue in materia di clima e per migliorare la qualità della vita nelle nostre città", dice Violeta Bulc, Commissaria Ue per i Trasporti. 

Tra gli obiettivi camion più "verdi"

I trasporti in Unione europea dipendono ancora dal petrolio per il 94% del loro fabbisogno energetico. Obiettivo della Commissione è potenziare l'uso dei carburanti alternativi più puliti perché arrivino a soddisfare circa il 15-17% della domanda di energia del settore trasporti entro il 2030, sostituendo i prodotti del petrolio.La Commissione non solo sta lavorando su nuovi standard sulle emissioni per i veicoli privati da applicarsi oltre il 2020, ma per la prima volta intende imporre misure specifiche per autobus, pullman e camion, che rappresentano circa un quardo delle emissioni di CO2 legate al trasporto su strada. L'Ue infatti non ha né standard di efficienza energetica né un sistema per il monitoraggio delle emissioni di CO2 per questi veicoli, come accade in Usa, Canada, Cina e Giappone. 

I camion e i pullman in Europa inquinano più di navi e aerei, dice la Commissione. Solo lo 0,7% di questi veicoli oggi è a zero o basse emissioni; nel 2030 si potrebbe arrivare al 7% ma non basta: i nuovi standard cercheranno di portare la quota al 19% nel 2030, mentre nel 2050 la maggior parte di tutte le automobili dovrà essere a emissioni zero. 

Strategia efficace?

I gruppi ambientalisti non sono del tutto soddisfatti dalla proposta della Commissione. Riconoscono l'importanza dell'intervento sui mezzi pesanti ma temono che le misure non bastino per contenere l'innalzamento della temperatura globale entro i 2 gradi come concordato alla conferenza sul clima di Parigi, sostiene Climate Action Network. Bas Eickhout, europarlamentare verde, pensa che la proposta della Commissione consentirà varie scappatoie che ne mineranno l'efficacia.

Scontenta pure l'associazione dei produttori d'auto rappresentata dalla European Automobile Manufacturers Association (Acea), che chiede camion più grandi e incentivi fiscali per l'utilizzo di combustibili verdi, non più regole, secondo quanto riporta EurActiv.com. 

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