Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2018 09:50

Sì, sono la Lancia Thema 8.32.

Roberto Sposini ·

Otto stava per il numero dei cilindri. Trentadue per il numero delle valvole. Sotto il cofano c’era un 3 litri a benzina firmato Ferrari, con qualche lieve modifica lo stesso V8 della Ferrari 308 e della Mondial: 215 cv a 6.750 giri/min (la trazione era anteriore e non esisteva l’Esp), una coppia massima di 29 kgm a 4.500 giri minuto, quattro alberi a camme in testa, quattro valvole per cilindro. 

Un discreto alettone

Sulla coda spuntava un discreto alettone, pronto a ritrarsi elettricamente in pochi secondi.  E gli interni erano un trionfo di italianità in piena era craxiana: sontuosi interni firmati Poltrona Frau, sedili con appoggiatesta elettrici, il telefono nel bracciolo, la preziosa radica sulla plancia. Insomma, la Thema 8.32 del 1986 è stata certamente una delle massime espressioni dello stile Lancia. Un lusso magari raggiunto e superato dalla Casa torinese altre volte nel passato, ma che nell’8.32 ha toccato per la prima volta una straordinaria alchimia fra comfort, prestazioni, stile e glamour.

Icona della Milano "da bere"

La  Lancia Thema Ferrari, così la chiamavano in molti, è stata un’icona della Milano “da bere”, l’auto dello yuppismo. L’unica Thema col tachimetro che faceva status, la scala che terminava a 280 km/h. L’unica Thema col contagiri che sfiorava orgogliosamente i 7.000 giri. Era l’alternativa italiana alla Bmw M5, solo più stilosa. Difficile non pensare al listino attuale di Lancia, ormai fatto di un esercito di Ypsilon, e non provare un po’ di nostalgia.

Costava oltre 60 milioni di lire

Non si ritirava dal concessionario, come tutte le Thema. La 8.32 si andava a prendere di persona a Torino, dove la consegna era una sorta di rito iniziatico che faceva assomigliare la berlina Lancia a  una vera fuoriserie esclusiva. Certo, costava oltre 60 milioni di lire, il doppio di una Thema “normale”. Ma ne aveva una Umberto Agnelli, una Cesare Romiti, una Vittorio Ghidella, l’allora ad del gruppo Fiat. Insomma, avere una 8.32 nei miti “Ottanta” era una questione di rango. Ma anche di “manico”, perché gestirne la potenza, senza controlli e con la trazione anteriore, poteva essere un’esperienza molto, molto impegnativa (chiedere ai carrozzieri Lancia di quegli anni…).

Solo due serie

Ne costruirono due serie, una prima dal 1986 al 1988 (la più apprezzata dai collezionisti), l’altra, dal 1988 al 1991, con qualche piccolo aggiornamento estetico – comune a tutta la gamma Thema - e qualche restrizione “caratteriale” a causa dell’adozione del catalizzatore, reo di aver smorzato il sound (e la potenza, passata da 215 a 205 cv) del V8 Ferrari. Oggi non ne sono rimaste molte in buono stato. Ma diciamo che in un range di prezzo fra i 15 e i 25mila euro si trovano diversi esemplari, con percorrenze (tutte da verificare) spesso attorno ai 100 mila km, in qualche caso iscritte Asi, a volte persino con un unico proprietario. Un consiglio? Vedetene tante e portatevi sempre un buon meccanico, non tutte le 8.32 sono finite in buone mani.

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