Ultimo aggiornamento  21 maggio 2019 16:31

Pechino-Parigi è della Giulia.

Redazione ·

Due modelli della squadra ufficiale del Biscione, una Giulia 1.300 Ti del 1969 e una Giulia Super 1.3 del 1973, appartenenti alla Scuderia del Portello, hanno partecipato alla quinta rievocazione storica della “Pechino-Parigi”: una competizione di quasi 14.000 chilometri da percorrere in cinque settimane.

11 Paesi attraversati

Le due vetture d’epoca, partite il 12 giugno dalla capitale cinese insieme ad altri 102 equipaggi - di cui 96 hanno tagliato il traguardo - hanno affrontato un percorso particolarmente impervio, superando i confini di 11 Paesi: Cina, Mongolia, Russia, Bielorussia, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Italia, Svizzera e Francia. La gara non è stata affatto facile: il deserto del Gobi e la Mongolia sono state tra le zone più dure da attraversare con prove speciali lunghe fino a 40/50 chilometri, ostiche pietraie e persino il guado di un fiume impetuoso. all'interno dei 5000 chilometri percorsi in Siberia si è disputata la tappa più lunga del rally: quella di 668 chilometri, da Novosibirsk a Omsk. Unica tappa italiana, tra il 13 e il 14 luglio, quella che ha visto gli equipaggi raggiungere a San Martino di Castrozza dopo una serie di prove rese anche più impegnative dal maltempo.

Risultato lusinghiero

La prima Giulia d’epoca era condotta da Marco Cajani, presidente della Scuderia del Portello, e Alessandro Morteo co-driver, mentre la seconda è stata affidata al giornalista Roberto Chiodi assistito dalla moglie Maria Rita Degli Esposti. Chiodi, che ha conquistato la medaglia d'oro per aver concluso in orario tutte le giornate di gara e aver disputato entro il tempo massimo consentito le prove speciali, è giunto tredicesimo assoluto al traguardo, secondo di categoria e primo dei sette equipaggi italiani. Le due Giulia d’epoca si sono classificate seconda e terza nella speciale graduatoria di classe della Coppa Europa che prendeva in considerazione i risultati conseguiti dalla Polonia a Parigi. La vittoria finale - nelle rispettive categorie - è andata a due neozelandesi - Bruce and Harry Washington su Chrysler 75 Roadster del 1929, e due australiani Mark Pickering e Dave Boddy su Datzun 240Z del 1973.

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