Ultimo aggiornamento  18 novembre 2018 11:52

Smart mobility: l'unione fa lo sconto.

Marina Fanara ·

L'ultima frontiera della smart mobility? Si chiama "acquisto solidale" delle più moderne formule di trasporto sostenibile. Formule che si stanno diffondendo a macchia d'olio nelle congestionatissime metropoli italiane e di cui Legambiente ne ha fatto un cult. Ma andiamo per gradi. A guidare questo percorso pionieristico è una sezione ad hoc dell'associazione ambientalista: si chiama "Viviconstile" e, proprio di recente, ha confezionato un pacchetto di proposte per spingere la domanda verso l'acquisto in gruppo di auto ibride o elettriche, di car sharing, di e-bike e di energia rinnovabile. Per ognuna di queste proposte è stato costituito un apposito Gruppo d'acquisto per riuscire a ottenere sconti che vanno dal 10 a quasi il 40% sui prezzi di listino dei veicoli o dei singoli servizi.

E-bike: più siamo, meno paghiamo

E' una primizia nel made in Italy: si chiama G.A.M.E. ed è l'acronimo di Gruppo di acquisto mobilità elettrica. L'iniziativa propone due prodotti: l'acquisto di una delle più moderne e-bike o soltanto il kit (si tratta di una ruota elettrica) per trasformare una bici tradizionale in una a pedalata assistita. Sono stati appena selezionati i rivenditori: rispettivamente IESbike e FlyKly. Il miglior prezzo? Dipende da quante persone aderiscono al Gruppo d'acquisto. Per la bici elettrica completa di tutto (si può scegliere tra mountain bike o urban) si spende da un massimo di 1.304 euro a bici se si ordina un lotto di 10 pezzi (con uno sconto del 10% sul listino) a un minimo di 1.012 euro se si riescono a raccogliere 40 adesioni. Quanto al kit, l'offerta è ancora più interessante: 720 euro anziché 999 euro (come da listino), ma se si ordina in 40 si scende a 620 euro, quasi il 40% in meno del prezzo di "cartellino". L'iniziativa è rivolta a tutti i cittadini italiani in particolare a quelli di Bologna, Genova, Milano, Padova, Palermo, Potenza e Roma. Ovvero le città promotrici del progetto e dove, per via del territorio collinare, è più difficile e faticoso pedalare senza un "aiutino".

Car sharing in "condominio": un'ora a 6 euro

La "chicca" dell'estate è il "car sharing elettrico condominiale" (anche detto comunitario). Un'iniziativa che Legambiente lancerà in occasione della 28esima edizione di Festambiente, il tradizionale festival dedicato all'ecologia (quest'anno il tema centrale sarà l'economia civile) che avrà luogo presso il quartiere Ripescia (Grosseto) dal 5 al 15 agosto prossimo. Di cosa si tratta? In questo caso bisogna organizzare un gruppo che si impegni a pre-acquistare per almeno un anno, un minimo di un'ora al mese di auto condivisa del gestore ShareNGo (è attivo a Milano, Roma e Firenze con le piccole auto elettriche gialle). Il prezzo è molto allettante: 6 euro ogni ora, 10 centesimi al minuto contro i 20-30 richiesti normalmente sul mercato. Raggiunte le 100 adesioni, l'operatore renderà disponibile un'auto comprensiva di box charge per la ricarica. Al crescere delle quote, ovviamente, ShareNGo aumenterà il numero di vetture. La proposta permette di usufruire del car sharing anche a chi non abita in città o zone dove il servizio è operativo. Per questo è particolarmente adatto non solo ai privati, ma anche a comunità di condomini, aziende pubbliche e private, università, ospedali e piccoli comuni.

Un bel gruppo a impatto zero

Già collaudato per l'acquisto di auto ibride (dalla primavera 2013 a oggi è stata formalizzata la vendita di 600 vetture Toyota con uno sconto di oltre il 30% sul prezzo di listino), il GAI (Gruppo acquisto ibride) ha esteso la propria attività anche alle automobili elettriche (per ora veicoli Nissan). In questi giorni si stanno raccogliendo le ultime adesioni del primo lotto d'acquisto, per il quale si è riusciti a ottenere uno sconto di circa il 20% sul prezzo di vendita al pubblico.
Infine, per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, Legambiente ha sviluppato WeForGreen, un progetto di "sharing" che permette a gruppi di persone (attraverso cooperative ad hoc) di condividere le spese per la realizzazione di un sistema di autoproduzione di energia pulita che singolarmente avrebbe comportato costi proibitivi. Finora sono stati costruiti tre impianti fotovoltaici che riforniscono oltre 420 persone in 18 regioni italiane. 

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