Ultimo aggiornamento  12 novembre 2019 04:06

Quando le auto andranno a whisky.

Paolo Borgognone ·

L'accoppiata Scozia-Whisky è un classico della cultura pop, un po' come pane e mortadella, spiaggia e gelato, Dolce e Gabbana, cuore e amore. E lo sarà anche di più quando verrà messa definitivamente in pratica l'idea di una rampante impresa di Edimburgo: quella di utilizzare gli scarti della produzione della famosa bevanda per produrre Bio-Butanolo, da usare per far camminare le automobili

Dalla bottiglia al serbatoio

L'idea è venuta alla Celtic Renewables, nata all'interno della prestigiosa Napier University, ed è semplicissima. Utilizzare gli scarti della produzione della bevanda nazionale scozzese, il Draff - ovvero l'orzo impregnato di zuccheri risultato della fermentazione - e la cosiddetta Pot Ale - una sorta di birra risultato della contaminazione all'interno di contenitori di rame del liquido prodotto dal processo di fermentazione - per creare bio-butanolo, attraverso l'aggiunta di additivi chimici. 

La fermentazione continua

Il sistema produttivo utilizzato da secoli nelle distillerie scozzesi - chiamato Weizmann ABE - fa si che solo il 10 per cento del prodotto diventi whisky. Gli scarti vengono attualmente gettati in mare o utilizzati come mangime per gli animali. E non si tratta di poca cosa: due miliardi di litri di Pot Ale e tre quarti di milione id tonnellate di Draff all'anno. Alla Celtic Renewables hanno pensato di aggiungere degli acidi con un processo a caldo per creare una sorta di "brodo", messo a sua volta a fermentare. Durante questo processo dei batteri favoriscono la creazione di bio-butanolo, acetone ed etanolo. 

Notevoli vantaggi

Fin dal 2009 il bio-butanolo è stato accettato come carburante per le auto dall'ente britannico preposto. Tra le sue caratteristiche più importanti - che lo differenziano anche dall'etanolo - quella di avere caratteristiche chimiche più simili ai carburanti tradizionali. I motori delle auto, quindi, non hanno bisogno di nessun adattamento. Inoltre è possibile aggiungere al carburante fossile una maggiore quantità di bio-butanolo rispetto a quella di bio etanolo, garantendo un risparmio maggiore e una riduzione delle emissioni. Per ogni litro di derivati del petrolio sostituiti con bio-butanolo il rilascio di CO2 diminuisce di 2,322 chilogrammi

Un nuovo impianto

Proprio l'anno scorso il Dipartimento nazionale dei Trasporti ha premiato Celtic Renewables con un finanziamento di oltre 13 milioni di euro che la società di Edimburgo sta utilizzando per la costruzione di un impianto nella zona di Grangemouth, vicino Falkirk, che è un po' la patria della raffinazione del petrolio in Scozia. A lavori ultimati, l'azienda scozzese si augura di poter produrre dal 2018 almeno un milione di litri di bio-butanolo l'anno. L'innovazione ha attratto l'attenzione anche di investitori stranieri, giapponesi per primi.

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