Ultimo aggiornamento  22 maggio 2019 17:30

E-Mehari, scossa di libertà.

Marco Perugini ·

E’ di Citroën la prima cabrio elettrica sul mercato e una vettura così speciale non poteva che avere un nome eccellente. Si chiama infatti E-Mehari la novità della Casa francese: realizzata in collaborazione con Bolloré, richiama l’icona a quattro ruote che dal 1968 al 1984 ha interpretato la sete di libertà e di originalità di più generazioni. Nel rispetto della tradizione, Citroën propone l’auto all’insegna della semplicità di acquisto e di utilizzo, come dimostrano due particolarità della nuova E-Mehari: un solo allestimento porta l’acquirente a scegliere solo il colore (quattro per l’esterno e due per interni e capote) e l’eventuale opzione del climatizzatore, mentre la formula di acquisto prevede un esborso iniziale di 26.000 euro per il veicolo ma non per le batterie, che invece si noleggiano (da BlueCar al costo di 87 euro al mese) liberando il cliente dai problemi di manutenzione e riciclaggio.

Duecento km di autonomia

Come sulla prima Mehari, la carrozzeria è in materiale ABS per contenere il peso della vettura. Capote, lunotto e finestrini sono in plastica, trovano posto in un vano del bagagliaio protetto da serratura e si montano con facilità. Nella dotazione è compreso il sistema audio Bluetooth Parrot. La batteria LMP (Lithium-Metal-Polimère) è "secco calda", dunque non risente delle condizioni climatiche. La capacità di 30 kWh garantisce un'autonomia fino a 200 km nel ciclo urbano. Per la ricarica al 100% servono 13 ore con una presa domestica, oppure 8 con una colonnina rapida da 16 ampere. La velocità massima è di 110 km/h.

Un'illustre antenata

La Mehari del 1968 prese il nome dai dromedari da corsa del Mahra nello Yemen, sottolineando anche così la capacità del veicolo di marciare nelle condizioni più difficili con consumi minimi. In quel periodo andavano di moda le spiaggine, auto scoperte senza portiere con tetto a tendalino e interni resistenti all’acqua, destinate prevalentemente all'uso estivo nelle località turistiche. Pianale e meccanica furono derivati dalla 2CV. Il motore bicilindrico da 600 cc raffreddato ad aria erogava la potenza di 30 cavalli. In poco meno di 20 anni ne furono prodotte 144.953, di cui 1.213 a trazione integrale tra il 1979 e il 1983.

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