Ultimo aggiornamento  22 luglio 2019 01:02

Jaguar Land Rover, offroad autonomo.

Enrico Artifoni ·

Non solo su strada. Le auto a guida autonoma hanno un futuro anche offroad. E chi poteva immaginarlo, se non Jaguar Land Rover? La Casa che ha costruito buona parte della propria reputazione sulle doti fuoristradistiche dei modelli Land Rover lavora già da tempo allo sviluppo delle tecnologie necessarie per permettere l’autonomous driving su tutti i terreni. Con risultati promettenti.

La chiave sono i sensori

Il progetto di ricerca Autonomous All-Terrain Driving, nel quale Jaguar Land Rover ha investito diversi milioni di sterline, mira a rendere possibile l’utilizzo di un veicolo autonomo nella più ampia gamma di situazioni reali, su ogni terreno e con qualsiasi condizione atmosferica: “Se all’inizio di un viaggio si potrà godere su asfalto del controllo autonomo di corsia, vogliamo che il sistema  possa essere impiegato fino a destinazione, anche su un sentiero fangoso o su ghiaia”, spiega Tony Harper, capo dello sviluppo del gruppo inglese. Per ottenere queste capacità, la ricerca si è concentrata sullo sviluppo delle tecnologie dei sensori, veri e propri occhi dei futuri veicoli, sempre attivi e con livelli di percezione tali da garantire l’intelligenza artificiale necessaria alla marcia su ogni superficie.

Scansione in 3D fino a cinque metri

La prima tecnologia sperimentale presentata da Jaguar Land Rover è la “Surface Identification and 3D Path Sensing”: una combinazione di videocamere, sensori di ultrasuoni, radar e Lidar che garantisce al veicolo una visione a 360 gradi di ciò che gli sta intorno. I sensori possono identificare e scansionare le condizioni del terreno fino a cinque metri di distanza. E grazie a questa capacità predittiva in 3D, il Terrain Response che già equipaggia le “all terrain” della Casa si potrà regolare automaticamente nel passaggio dall’asfalto alla neve o dall’erba alla sabbia, ottimizzando le prestazioni e mantenendo il pieno controllo del veicolo.

Gli ostacoli non sono più un problema

Nella marcia offroad bisogna affrontare anche il problema delle asperità del terreno e degli ostacoli anche in altezza. Con il “Terrain-based Speed Adaptation”, che utilizza videocamere per rilevare le superfici accidentate, diventa semplice prevedere l’impatto potenziale con sassi, buche e pozzanghere e quindi si può regolare automaticamente la velocità. All’identificazione di eventuali rami sporgenti o barre limitatrici di altezza nei parcheggi provvede a sua volta l’”Overhead Clearance Assist”, che rileva gli ostacoli sospesi tramite una telecamera e se lo spazio per passare non è sufficiente avverte il guidatore con un messaggio sullo schermo touch.

Veicoli sempre connessi fra loro

La condivisione di informazioni fra veicoli può facilitare ulteriormente la marcia in fuoristrada. Perciò è stato messo a punto l’”Off-Road Connected Convoy”, un sistema di comunicazioni wireless V2V in grado di connettere istantaneamente e senza soluzione di continuità un convoglio di veicoli. Così, se un’auto si ferma, le altre saranno allertate; se le ruote slittano su una roccia, chi arriva dopo lo saprà già. E le regolazioni delle vetture potranno essere ottimizzate automaticamente.

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