Ultimo aggiornamento  26 maggio 2019 19:31

I consumi reali secondo PSA.

Fabio Orecchini* ·

Il gruppo PSA, proprietario dei marchi Peugeot, Citroen e Ds, fa il primo passo per avvicinare i dati di consumo dichiarati dalle case alla realtà della strada. Insieme a due Ong che si occupano di temi ambientali (T&E Transport et environnement e France environnement) e al Bureau veritas, ente che si occupa di certificazione dei processi, i tecnici del gruppo Psa hanno messo a punto un ciclo di utilizzo reale su strada che comprende 25 chilometri in area urbana, 39 chilometri su strada extraurbana e 31 chilometri in autostrada. Il tutto – in base a quanto dichiarato ufficialmente - con bagagli a bordo, passeggeri, utilizzo del climatizzatore e naturalmente affrontando le pendenze naturali del percorso.

Un ciclo diverso

Non si tratta del nuovo ciclo di omologazione previsto in Europa a partire dal 2017 ma di un ciclo diverso, messo a punto indipendentemente dalla Psa e dai suoi partner, nel quale però sono presenti alcuni elementi che saranno obbligatori anche per le future procedure di omologazione, come la registrazione delle emissioni con strumentazione portatile.

I numeri che escono fuori dalla prova dei primi trenta modelli, ai quali bene presto se ne aggiungeranno altri venti, sono estremamente interessanti e aprono la strada a parecchie riflessioni. I consumi su strada, nelle condizioni di prova previste, sono del 30-40% superiori rispetto ai dati di omologazione, cioè a quelli pubblicati nella documentazione di acquisto delle vetture. Per alcuni modelli il consumo reale è superiore a quello dichiarato di oltre il 50%. E con esso le emissioni di CO2, che dipendono direttamente dai consumi.

Dati sugli inquinanti

Non sono invece ancora stati forniti dati relativi alla misura delle emissioni inquinanti. Tutto lascia ovviamente supporre che siano ben al di sopra dei limiti fissati dalle procedure di omologazione, che seppur riferiti a condizioni di prova diverse vengono a perdere gran parte del loro valore generale. Si apre quindi immediatamente una questione relativa al significato da attribuire ai valori degli inquinanti disponibili per le auto sul mercato.

Inoltre, non è possibile valutare correttamente il significato delle stesse prove Psa se non se ne conoscono maggiori dettagli. Innanzitutto i profili delle accelerazioni, che sono fondamentali per ottenere una maggiore o minore economia in termini di consumo di carburante ed anche di contenimento o meno delle emissioni inquinanti. Più si accelera repentinamente, più si consuma e più si inquina. Non conta soltanto il percorso, quindi, ma contano (molto) le modalità di guida con le quali lo si realizza. Anche le velocità, ovviamente. Più si va forte, più è forte la resistenza aerodinamica e tra i 90 km/h e i 120 km/h di velocità i consumi praticamente si raddoppiano. E questo è normalmente ampiamente sottovalutato dagli utilizzatori.

Un bel passo avanti

L’iniziativa del gruppo Psa è un bel passo avanti, quindi. Ma le sfaccettature del mondo della guida reale sono molto articolate e questo andrà tenuto in grande considerazione anche per la valutazione dei valori che usciranno dalle prove di omologazione previste dal 2017, anch’esse non prive di “buchi” per quanto finora se ne sa.

Inoltre un’annotazione non da poco al gruppo francese e a chi si appresta a seguirne le orme. Ben vengano le associazioni che si occupano di ambiente e le associazioni dei consumatori nello sviluppo di test che vogliono avere il contatto con la realtà. Bene anche che ci sia un garante delle procedure di acquisizione dei dati, come il Bureau veritas. Ma va dato un ruolo chiave alle istituzioni scientifiche, come i centri di ricerca indipendenti e le Università, se si vogliono veramente avere risultati scientificamente validi. 

*Professore Ordinario di sistemi energetici. Direttore del CARe - Center for automotive research and evolution - Università degli studi Guglielmo Marconi

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