Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2018 10:47

Seggiolini per bambini sui taxi.

Marco Perugini ·

Oltre 16.000 firme per chiedere che i taxi offrano il seggiolino ai clienti più piccoli: l’iniziativa parte da Torino con la petizione su www.change.org lanciata da Barbara Durand, 38 anni, mamma di due figlie di 8 e 6 anni, senza patente di guida. L’intento è quello di attirare l’attenzione del ministro dei Trasporti Graziano Delrio e delle compagnie di taxi per favorire l’incremento degli standard di sicurezza in città, dove avviene più di 1 incidente su 3 e si contano oltre il 50% delle vittime stradali.

Cosa dice la legge

La legge consente ai tassisti il trasporto dei bambini di altezza inferiore a 1,50 metri sul sedile posteriore senza l’obbligo di seggiolino o altro sistema di ritenuta, purché accompagnati da una persona con almeno 16 anni di età. Per le autovetture adibite al trasporto pubblico non vale infatti l’obbligo previsto per i veicoli privati dall’articolo 172 del Codice della Strada, secondo il quale è imperativo per gli adulti viaggiare con la cintura allacciata anche sui sedili posteriori mentre i bimbi sotto i 150 cm di altezza devono essere alloggiati negli appositi sistemi di ritenuta: seggiolini gruppo 0-1 fino a 18 kg di peso e sedute gruppo 2-3 fino a 36 kg.

L’appello di una mamma

Mi sposto in bicicletta e per il trasporto delle mie piccole ricorro spesso al taxi – ci dichiara Barbara Durand, promotrice della petizione – ma ogni volta non riesco a soddisfare la mia legittima domanda di sicurezza. I tassisti mi dicono che posso tenere in braccio le bambine, ma è una follia. La deroga dell’obbligo del seggiolino per le auto adibite al trasporto pubblico lancia un pericoloso messaggio sbagliato proprio attraverso chi dovrebbe interpretare al massimo i valori della mobilità sicura e offrire i più alti standard di protezione alla clientela”.

Una raffica di consensi

Tanti i messaggi di sostegno all’iniziativa su change.org, dalla nonna Monica Rollero che non disponendo di un’auto vorrebbe portare in sicurezza i suoi nipoti in città con il taxi fino a Maria Grazia Fanelli di Roma che chiede un seggiolino su ogni mezzo pubblico in circolazione. Consensi anche dai tassisti, come Marco Brannetti che sottoscrive la petizione perché nel suo lavoro quotidiano vede tanti bimbi in auto senza la minima sicurezza e addirittura si scaglia contro quelli che chiedono di salire a bordo del suo taxi in 5 o in 6.

Nessun sovrapprezzo, come per il car sharing

La raccolta di firme mira a far dotare le compagnie di taxi di un adeguato numero di seggiolini su vetture in circolazione, non certo ad introdurre l’obbligo di un sistema di ritenuta per bambini su ogni vettura pubblica. “Specificando telefonicamente l’esigenza del seggiolino al momento della prenotazione – chiarisce Durand – sarei disposta ad attendere qualche minuto in più l’arrivo di una vettura equipaggiata, pazientando anche 15 minuti, ma non certo a dover poi sborsare un sovrapprezzo: la sicurezza è un mio diritto e il trasporto pubblico deve essere sicuro”. I taxi non dimentichino che il car sharing offre già risposte adeguate anche a queste richieste: Enjoy a Milano ha dotato di seggiolino 50 vetture prenotabili con le consuete modalità online, senza incrementi di costi per i clienti.

Sul bus non serve, ma in auto 6 bambini su 10 è senza seggiolino

L’autobus ha una mole e una velocità di esercizio che consentono lo spostamento dei bambini in condizioni accettabili anche senza seggiolino – ammette la promotrice della petizione – ma è invece assurdo permettere a tantissimi pullman il trasporto dei più piccoli senza addirittura la cintura di sicurezza”. E’ poi sotto gli occhi di tutti il dilagare dei comportamenti irregolari e pericolosi di tanti genitori che fanno viaggiare i figli senza seggiolino. Secondo i dati ACI-ISTAT, ogni settimana muore un bimbo sulle strade italiane e 6 su 10 viaggiano senza il più idoneo sistema di ritenuta. Per sensibilizzare le famiglie sull’importanza di questi dispositivi, l’Automobile Club d’Italia ha lanciato nel 2010 il progetto “TrasportACI Sicuri”, organizzando nelle scuole e nelle strutture sanitarie di tutto il Paese migliaia di corsi a beneficio di mamme, papà, nonni e zii.

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