Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2018 08:54

La dura vita dei pendolari.

Marina Fanara ·

Non ci dormono, ma praticamente ci vivono per buona parte della giornata, ogni giorno, quasi per tutto l'anno. Sono i cosiddetti "city users", un esercito di 1.780.729 pendolari che quotidianamente, per motivi di studio o di lavoro, varcano i confini dei più grandi capoluoghi italiani. E' quanto emerge dalla ricerca del centro studi dell'ANCI (l'associazione dei Comuni d'Italia) su "Gli stili di mobilità degli italiani: il percorso (lento) verso la sostenibilità", realizzata su dati Istat e Isfort (Osservatorio Audimob) per l'anno 2014, relativamente a 14 metropoli italiane (Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania, Cagliari).

Milano capitale dei city users

I city users rappresentano il 20% della popolazione residente nelle 14 metropoli considerate (in totale 9.111.984 persone), circa un sesto di tutti gli italiani, si legge nello studio. Le città maggiormente "prese d'assalto"? Milano è in pole position con 474.680 pendolari: quasi un terzo dei residenti (che sono 1.242.123). Al secondo posto si classifica Roma con 292.550 lavoratori e studenti extraurbani (poco più del 10% sui 2.617.175 romani). Terza della lista è Napoli (196.329 pendolari) che, però, nel rapporto tra city users con la popolazione residente (circa il 20% su 962.003 abitanti), scavalca la capitale.

Cresce la voglia di mobilità

Quanto si muovono gli italiani? Di più, rispetto al passato. Siano essi pendolari che residenti, la mobilità dei nostri connazionali è in crescita: l'80% (era il 75,1% nel 2012) si sposta regolarmente, soprattutto nei giorni feriali, per più di un'ora del tempo che quotidianamente ha a disposizione. E come ci si muove? Ancora una volta è l'automobile il mezzo prediletto (65,9%) contro il 16,4% dell'andare a piedi, il 12,4% dei mezzi pubblici, il 2,8% della bici e il 2,5% della moto.

Un esercito di auto quasi "a vuoto" 

Insomma, la nostra mobilità urbana è ancora molto poco sostenibile: resta ampio il divario tra i vari modi di trasporto, non solo per la prevalenza del mezzo privato, ma anche per il fatto che la maggior parte delle auto circola mezza vuota (la media calcolata dallo studio ANCI è di 1,33 persone a vettura).

I numeri sulla mobilità privata la dicono lunga sul prezzo ancora troppo alto che le nostre metropoli sono costrette a pagare ogni giorno. In termini di impatto ambientale, per esempio, lo studio dell'ANCI rileva che, se le automobili che ogni giorno entrano ed escono dalle città trasportassero almeno due persone, si otterrebbe un taglio di 660 mila tonnellate di CO2 emesse ogni anno nell'aria. Con enormi vantaggi anche per le tasche dei pendolari che spenderebbero, globalmente, circa 360 milioni di euro in meno per il pieno.

Il prezzo è l'insicurezza

Alle considerazioni dell'ANCI aggiungiamo un altro aspetto tutt'altro che trascurabile: l'impatto che l'aumento degli spostamenti registrato nelle nostre città provoca sulla sicurezza. Gli ultimi dati ACI-Istat la dicono lunga: dopo un progressivo calo, gli incidenti mortali sono tornati a crescere e soprattutto nelle aree urbane. Proprio in questo ambito nel primo semestre 2015 si sono verificati il 76,1% di tutti i sinistri della penisola che hanno provocato il 7,4% di vittime in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Alla faccia della mobilità sostenibile e intelligente.

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