Ultimo aggiornamento  18 dicembre 2018 16:49

Ciberfurto, la nuova frontiera dei topi d'auto.

Flavio Pompetti ·

New York - Il video registrato da una telecamera di sicurezza casalinga mostra le immagini in bianco e nero del passo carraio di un’abitazione di Houston. Nella prima parte del filmato ora rimosso dal web, un uomo si avvicina alla Jeep Wrangler modello 2010 e apre il cofano; la polizia sospetta che abbia anche disattivato l’allarme. Poi un suo collega si avvicina dalla parte del guidatore, entra nella vettura e comincia ad armeggiare sulla plancia dove ha aperto un laptop. Nel giro di due minuti la vettura è in moto con il ladro al volante, e scompare dall’inquadratura e dalla vita del suo proprietario.

La polizia indaga

La polizia della città texana dice che almeno altri quattro furti d’auto, tutte Fiat Chrysler, sembrano essere stati compiuti negli ultimi tempi con la stessa tecnica. Niente effrazione o cavi strappati, l’auto è stata messa in moto con l’uso di un software capace di imitare il segnale elettronico emesso dalla chiave che comanda l’accensione. Siamo alla presenza di una nuova generazione di topi d’auto: quelli con il grimaldello telematico. L’allarme era scattato già due anni fa quando due hackers, per fortuna intenzionati solo ad esporre la debolezza del sistema, presero controllo a distanza dell’accensione, aria condizionata e tergicristalli di una Jeep Cherokee. La bravata dei due costò alla FCA il richiamo di 1,4 milioni di vetture per mettere una toppa al software violato. Non c’è nulla di ufficiale. La FCA dice di essere ignara di ulteriori vulnerabilità dei suoi software; la polizia sta ancora investigando e non ha confermato la natura dei furti.

Arrivano le contromisure

Intanto però la Voyomotive di San Francisco ha già sul mercato una app da attivare a distanza, che risponde ad un tentativo di hackeraggio del sistema di accensione di un’auto bloccando le serrature a intervalli tanto frequenti, da intrappolare pilota ed eventuali passeggeri. La figura di ‘topo del computer di bordo’ non è stata ancora coniata, ma intanto questo mese il ministro dei trasporti Anthony Foxx e l’ad della General Motors Mary Barra parteciperanno alla prima conferenza globale sulla cybersecurity automobilistica. Le implicazioni di questa vicenda sono molto più vaste del semplice problema dei furti d’auto.

Un problema da affrontare

Stiamo trasferendo molto rapidamente funzioni di controllo meccanico delle nostre automobili ai computer, e nel frattempo dipendiamo da questi ultimi sempre di più per controllare il traffico, organizzare i soccorsi in caso di incidente, e presto per portarci a destinazione. Come in tutti gli altri campi di applicazione la pirateria cibernetica corre insieme all’innovazione. Ma se negli altri campi la minaccia riguarda l’incolumità dei dati personali e il conto bancario, sulla strada ogni giorno mettiamo a rischio centinaia di milioni di vite umane.

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