Ultimo aggiornamento  18 ottobre 2019 18:33

Renault, la più italiana delle straniere.

Francesco Paternò ·

Il gruppo Renault, che comprende anche il marchio Dacia, vola in Italia. A fronte di un mercato cresciuto nel primo semestre del 19,4%, i francesi hanno chiuso con un +27,2%, portando la quota complessiva di Renault e Dacia al 9,7%, +0,6% rispetto allo stesso periodo del 2015. Mentre il marchio francese è il primo fra gli stranieri da maggio, dopo la Fiat nazionale.

Come e perché, è facile solo a scriversi. Bernard Chrétien, direttore generale della filiale italiana del gruppo, non si sbilancia, ma è evidente che, oltre alle azioni di marketing sulle quali ha investito, ha potuto contare su tanti nuovi modelli che sono piaciuti a cominciare dallo stile, “design d’abord” riferendosi alla matita felice del responsabile del centro stile Laurens van den Acker.

La classifica

Partendo dall’alto – dove la vita è più difficile se non si parla tedesco - la Renault Espace è leader del segmento delle monovolume grandi, segmento in caduta libera un po’ ovunque ma nel quale la nuova generazione del modello francese ha saputo trovare uno suo spazio grazie a uno stile occhieggiante al crossover. Se le nuove grandi Talisman berlina e Talisman Sporter familiare stanno muovendo da poco i primi passi sul mercato per dare numeri e giudizi, la Renault Mégane di segmento C ha avuto una buona accoglienza nei primi 4 mesi di commercializzazione, aspettando la versione station wagon in autunno. La Renault Kadjar, crossover di segmento C, è al sesto posto fra le più vendute, seconda a giugno. La Renault Captur, crossover di segmento B, dà ancora più soddisfazioni a Chrétien: secondo posto assoluto e prima fra le straniere. Anche se la stella resta la Renault Clio berlina, l’auto straniera più venduta in Italia, mentre la piccola Renault Twingo fatica a scalare la classifica del segmento A, fermandosi alla settima posizione.

Le assenze

 I soldi veri si fanno meglio con i commerciali, dove Renault è cresciuta nel 2016 del 41% a fronte di un +28% del mercato. Mentre Dacia, pure in assenza di prodotti nuovi, è stata spinta con versioni speciali e con una sponsorizzazione dell’Udinese calcio a carattere sociale, registrando un più che dignitoso +14,5% nel semestre. 

All’appello mancano due cose. Il primo è  uno squillo (silenzioso) di tromba dell’auto elettrica, di cui il marchio Renault è portabandiera nel mondo. Piccoli numeri crescono, ma “per partire – dice Chrétien - questo tipo di mercato ha bisogno di un aiuto statale all’acquisto e di una rete di colonnine di ricarica diffusa”. Due necessità che restano assenti ingiustificate in modo totale nel primo caso, fortemente insufficienti nel secondo.

Ci pensa il design

La seconda mancanza arriverà invece in ottobre ed è la nuova Renault Scénic, monovolume di taglia medio-piccola presentata al Salone di Ginevra. Scénic ha una storia importante nel segmento (5 milioni di vendite in 20 anni, di cui 400.000 in Italia), in Europa però divorato in questi anni da suv e crossover. Come ve la caverete? “Prima del lancio difficile dirlo”, allarga le braccia Chrétien, “ma la nostra sfida è quella di far capire questa vettura con il design”.

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