Ultimo aggiornamento  26 maggio 2019 01:49

Nuova inchiesta federale su Tesla.

Flavio Pompetti ·

New York – La NHTSA sta raccogliendo informazioni su un altro incidente che ha coinvolto la Tesla Model S sulle strade della Pennsylvania il primo di luglio. La Casa ha risposto che per quanto ne sa il dettaglio non riguarda l’uso dell’autopilota, ma la notizia rivelata dalla stessa agenzia per la sicurezza stradale ha acceso la luce su una serie di altri sinistri occorsi alla vettura, nei quali il pilota aveva violato l’imperativa richiesta di avere sempre le mani sul volante. Lo sviluppo di questa vicenda sta aprendo nuove pagine di dibattito che sembra opportuno sottolineare.

Immersi nella lettura

Da una parte i proprietari della Tesla S si fidano molto del sistema, forse troppo. In un caso finito sui giornali americani il proprietario di una Tesla S aveva tirato fuori dalla borsa un documento ed era immerso nella lettura quando si è accorto all’ultimo secondo che l’auto stava per andare a sbattere contro un camion parcheggiato, che ostruiva parzialmente la strada. Come era già successo nell’ormai famoso incidente mortale di Joshua Brown, prima vittima dell’autopilota, telecamera e radar avevano scambiato la massa del rimorchio per un ingombro sospeso, come la navata di un viadotto, e non aveva attivato i freni.  I possessori della Tesla S ammettono di usare l’autopilota il 90% del tempo, e con il tempo allentano la guardia che la casa raccomanda categoricamente di esercitare.

"Leggete le istruzioni"

Dall’altra c’è da notare la reazione stizzita di Elon Musk, padre padrone di un’azienda che raramente mette in mostra una faccia diversa dalla sua, come se non fosse ormai diventata una casa di tutto rispetto, con manager e ranghi definiti. Musk ripete l’invito a leggere le istruzioni per l’uso dell’autopilota, come se ci si potesse davvero aspettare che chi compra le cartine da tabacco le usi sempre e soltanto per arrotolare sigarette.

Punto più a fondo, Musk ha però toccato un altro argomento di nuova considerazione: “Se qualcuno si fosse preso la cura di fare due conti, saprebbe che l’autopilota che abbiamo disegnato risparmierebbe la metà delle vite perse ogni anno sulle strade di tutto il mondo”. Il discorso, secondo lui, non andrebbe nemmeno aperto di fronte a queste cifre, e infatti Musk, pur solerte nell’avvertire la NHTSA della morte di Joshua Brown, ha aspettato due mesi prima di parlarne con i possessori delle Tesla S. Cosa che ha fatto, sottolineano i critici ad oltranza, solo a inchiesta avviata, e dopo il piazzamento in borsa di 2 miliardi di dollari in nuove azioni.

I radar

Ora, i difetti che stanno causando i malfunzionamenti dell’autopilota non sono roba da poco. Gli attuali lettori radar e ottici possono essere ingannati da un riflesso solare e dalla nebbia, dalla presenza di fango o di neve sulla strada, oltre al problema non risolto di distinguere tra le fronde di un albero e un rimorchio. Di fronte ai rischi che queste imperfezioni presentano, basta dire come insiste Musk che il suo autopilota è “il migliore mai messo in circolazione”?

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