Ultimo aggiornamento  22 marzo 2019 11:49

Come eravamo: la prova della Fiat 850 Special.

Pasquale Balsamo ·

(La prova è integralmente ripresa dal numero 8 de l'Automobile di 25 Febbraio 1968). Se si fosse trattato di uno dei soliti "ringiovanimenti" di vecchie vetture non avremmo perso tempo appresso alla 850 special, né lo avremmo fatto perdere a voi nel sottoporvi questa prova.

Migliorate le prestazioni

Riteniamo giusta questa "dissociazione" di opinioni perché la 850 special non è né tanto, né soltanto una versione potenziata della 850 che già conosciamo, ma va considerata una giovane macchina per i guidatori giovani d'età e di spirito. Il risultato più importante dell'aggiunta dei dieci cavalli - per la descrizione tecnica rimandiamo senz'altro il lettore a quanto già pubblicato sul n. 5 - non va infatti ricercato solo in quei dieci chilometri in più all'ora che si possono fare, potendo correre così a 135 anziché a 125, ma nello "spunto" più pronto e preciso che si può ottenere sia alle partenze ai semafori, sia nei sorpassi, sia in certe situazioni di emergenza nelle quali è a volte necessario alternare rapidamente colpi di freno a colpi di acceleratore. In queste situazioni, una frazione di secondo in più o in meno nella ripresa può essere decisivo; come decisiva può essere una frenata più o meno pronta e senza pericolo di sbandata, naturalmente.

Più stabilità

Questo secondo elemento della sicurezza di marcia possiede ora una garanzia in più: i freni a disco anteriori. La stabilità della vettura sia in fase di frenata, sia nelle curve veloci è abbastanza buona. A tanta stabilità contribuiscono le accresciute dimensioni dei cerchioni e delle gomme. Riconosco quindi alla 850 special ottime doti di marcia, di accelerazione e frenata.

La cura estetica

Le migliorie apportate alla estetica esteriore non ci interessano granché. Qualche fregio in più non ci commuove minimamente, anche se comprendiamo che certe cromature distribuite qua e là con criterio e misura possono solleticare il gusto dell'utenza femminile.

L'abitacolo

Apprezzabili, invece, e apprezzate le migliorie interne. Cominciamo da quelle utili: il volante sportivo, il termometro dell'acqua e lo specchietto retrovisore. Il primo ci lascia tiepidi perché le razze danno fastidio alle mani. Molto utile il secondo: quello di poter regolare le partenze e le velocità invernali sulla base della lettura della temperatura dell'acqua è un "servizio" quanto mai gradito. Quanto allo specchietto retrovisore, esso è ora fornito del sistema anabbagliante. Ottime le imbottiture: da quella dei sedili a quella del cruscotto e, in particolare, la imbottitura del "tetto" del padiglione. Molto comodo il portaoggetti sistemato davanti alla leva del cambio: è l'abitacolo naturale per il pacchetto delle sigarette e l'accendino. Qualche pacchettino può essere sistemato pure sotto il divano posteriore. Anche per quanto riguarda, dunque, l'estetica e il comfort i giudizi sono molto positivi. Infine qualche notazione "sciolta" su questioni dì dettaglio: notevolmente migliorato il cambio con corsa molto corta, il suono del clackson è forte e penetrante, elegante il nuovo tipo di tappezzeria.

In conclusione, riteniamo che la Fiat abbia trovato la formula più adatta per perpetuare e rilanciare il modello 850 berlina. Crediamo, quindi, che tocchi ora allo spider e al coupé fare un altro passo avanti: avremo presto novità in proposito?

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