Ultimo aggiornamento  23 settembre 2019 01:29

Usa, 4 luglio a quattro ruote.

Giuseppe Cesaro ·

Oltreoceano si festeggia la Dichiarazione di Indipendenza. Il 4 luglio di 240 anni fa, infatti, 13 colonie del “Nuovo Mondo” si staccavano dal Regno di Gran Bretagna – una sorta di Brexit alla rovescia – dando il via al processo che le avrebbe portate a diventare la più grande potenza del Pianeta: gli Stati Uniti d’America. 4 luglio come 4 ruote: perché, allora, non rendere omaggio al Continente ricordando cinque modelli-culto, tra l’infinita serie di auto che hanno dato luce e lustro al sogno americano? Dopotutto, con un impercettibile traslato etimologico, potremmo dire che indipendenza è auto…nomia, vale a dire la “legge dell’auto”. 

La Model T

1. Impossibile non partire dal modello che, di fatto, ha dato inizio alla storia dell’auto americana: la Ford Model T (1908-1928), prima auto “di massa” prodotta in catena di montaggio. Di quella “lucertolina di latta” (così venne soprannominata) che, nel 1999, sarebbe stata votata “Auto del secolo”, Henry Ford diceva: “Ogni cliente può avere l'auto colorata di qualunque colore desideri, purché sia nero”. Da ammirare ascoltando “Pineapple Rag” (1908), grande successo del “Re del Ragtime” - Scott Joplin - il cui genio musicale è stato immortalato nella colonna sonora del sette volte premio oscar “La Stangata” (1973). 

Jeep Willys

2. Piazza d’onore a una tra le primissime auto il cui nome – grazie a una sineddoche che ne testimonia il successo planetario – contraddistingue, ancora oggi, una precisa tipologia di veicoli: la Jeep Willys (1941-1945), famosa in tutto il mondo come veicolo rapido e leggero, ideale per gli spostamenti veloci in tutti i teatri bellici dalla Seconda Guerra Mondiale al Vietnam e immortalata nei mille film che raccontano la dolorosa storia della seconda metà del Novecento.

Sebbene i più siano convinti che il nome derivi dalla pronuncia dell’acronimo inglese GP (“General Purpose”: “multiuso”), pare, invece, che esso nasca da un curioso animaletto del mondo dei cartoon - “Eugene the Jeep” - regalato da Olivia a Braccio di Ferro, la cui prima apparizione (dic. 1940) pare abbia particolarmente impressionato i soldati americani. Piccolo e in grado di passare anche attraverso i muri, Jeep riusciva, infatti, a risolvere anche problemi apparentemente insolubili. Impossibile non abbinare quest’auto-icona alle note di “In the mood” (1939), nella celeberrima versione di Glenn Miller.

Corvette 

3. “Corvette Song” (1985), una country ballad targata George Jones, ci introduce a un nome che, in tutto il mondo, è un vero e proprio sinonimo di “muscle car” (definizione che non ha bisogno di traduzioni). Parliamo della Corvette di casa Chevrolet, nata nel 1953: 300 esemplari, assemblati praticamente a mano in una piccola linea di montaggio nella cittadina di Flint, in Michigan, poco a nord di Detroit. Dopo ben sette generazioni e una serie praticamente infinita di versioni speciali la Corvette – che prende il nome da una piccola, veloce e facilmente manovrabile fregata da guerra - è tutt’ora in produzione. Prima vettura del suo genere negli States – piccola, leggera e dal costo non proibitivo - è considerata la sportiva americana per eccellenza.

Ford Mustang

 4. La Ford Mustang (in produzione dal 1964 a oggi e giunta, ormai, alla sesta generazione) è, senza dubbio, una delle auto americane più famose e più vendute in tutto il mondo. Un’autentica icona a quattro ruote, che ha inaugurato il segmento delle cosiddette “pony car” (sportive compatte, conosciute anche come “baby muscle car”) statunitensi. Cofano allungato e coda corta, la Mustang è un coupé aggressivo e brillante, caratterizzato da un ottimo rapporto prezzo/prestazioni, la cui linea ha ispirato modelli di grande successo come Toyota Celica e Ford Capri. Recentemente è stata annunciata l’idea di dedicarle non uno, ma addirittura due musei, che dovrebbero aprire i battenti in Alabama e Nord Carolina, rispettivamente nella primavera e nell’estate 2017. Brano di rifermento? Neanche a dirlo: la vibrante "Mustang Sally" (1967) di Wilson Pickett

Ford Gran Torino

5. Prima che Clint Eastwood ne facesse la protagonista di un indimenticabile film del 2008, la Ford Gran Torino (1972-1976) – il cui nome è un omaggio americano alla “Detroit d’Italia” - era già famosa da noi per essere l’auto (rossa con due vistose frecce bianche sulle fiancate) di David Starsky e Ken Hutch, scapestrati e fascinosi poliziotti americani, protagonisti di una serie tv di straordinario successo qui da noi, andata in onda su RAI2 a partire dal marzo 1979. Una gran turismo con attitudine sportiva dal look piuttosto aggressivo, da gustare ascoltando “Gran Torino Original Theme Song” - leading track della colonna sonora del film omonimo – firmata da Jamie Cullum e dallo stesso Clint Eastwood, che – anche se non tutti lo sanno – è un valente pianista jazz-blues, autore di brani e colonne sonore per film di grande successo come “Mystic River”, “Million Dollar Baby”, “Gran Torino” e “Hereafter”. 

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