Ultimo aggiornamento  23 febbraio 2019 05:21

Le moltiplicazioni di Audi.

Monica Secondino ·

Quattro gli anelli del marchio di Ingolstadt, così come quattro gli anni del piano strategico, quattro gli elementi da sviluppare e quattro le linee guida della crescita: un numero magico, che vale una chiacchierata con Fabrizio Longo, direttore di Audi Italia. Compreso un accenno al futuro del  tempo recuperato grazie alla guida autonoma, che Longo definisce come “la 25esima ora”. La tecnologia c’è, sostiene, mancano le strade e le normative adeguate. Questa carenza prolungherà il ciclo di vita della guida semi-autonoma. 

Dietro ad un marchio premium – è il filo del suo ragionamento – ci possono essere solo grossi investimenti in tecnologia, materiali, ricerca e sviluppo. Audi investirà nel prossimo quadriennio 20 miliardi, una delle cifre più ingenti mai spese dalla casa bavarese a tale scopo. Negli ultimi otto anni sempre davanti a BMW e Mercedes in Italia, il marchio ha avuto una crescita globale  impressionante: nel 2006 produceva 850.000 auto, oggi più del doppio. 

Cosa sviluppare

Quattro gli elementi da sviluppare: crescita dei volumi, quota di mercato, profittabilità, immagine del brand. Ambizioso l’obiettivo di mantenere un margine tra l’8 e il 10%, anche alla luce della Brexit. Audi non ha stabilimenti nel Regno Unito, ma sarà penalizzata dal calo delle vendite nel mercato d’oltremanica. Riduzione dovuta sia all’incertezza che all’indebolimento della sterlina. Per Audi, la Gran Bretagna rappresenta il 4° mercato, per volumi, dopo Germania, America e Cina, mentre l’Italia rappresenta il sesto mercato in termini di volumi ed il terzo in termini di valore (il mix italiano include modelli di fascia più alta ma anche allestimenti e versioni con maggiore valore aggiunto rispetto alla Gran Bretagna). 

Le linee guida della crescita

Una si chiama “Quattro”. Una linea che affonda le sue radici nei successi sportivi e che ha contribuito molto al brand Audi. Il 45% delle auto da loro vendute sono “quattro” e, salendo nella gamma, si arriva a toccare il 75% dei volumi. Non ci si aspettano flessioni.

Anche perché adesso c’è “Ultra”. Si tratta dell’evoluzione della specie “quattro” ed è uno degli assi nella manica di Audi. La nuova trazione integrale garantisce maggiore efficienza, passando dalla riduzione del peso e sarà disponibile su tutta la gamma, dall’alto verso il basso, nessun modello escluso.

Brand ambassador

Un’altra è lo “Sport”. A gennaio è stato creato un marchio nel marchio, Audi Sport, gestito direttamente dal reparto corse, con quartier generale a Neuberg. Tutto parte dai risultati gloriosi ottenuti da Audi con 32 campionati vinti, 13 vittorie alla 24 ore di Le Mans, 35 anni di esperienza. Si tratta di un patrimonio che non va sprecato ma, al contrario, valorizzato.  Il cliente appassionato dei modelli R e RS è il miglior “brand ambassador” che si possa desiderare, pertanto si è deciso di puntarci per creare fidelizzazione, brand awareness e sviluppare un business importante sia in termini di valore che di volumi (in Italia nel 2015 si contano circa 1.200 auto). Dei 77 concessionari Audi nel nostro Paese, solo 17 si fregeranno del titolo Audi Sport, sviluppando un processo di vendita che toccherà elementi emozionali e non solo tecnici.

Un modello elettrificato all'anno

Poi c’è la linea guida della “Tecnologia”. Elettrico, digitale e guida autonoma, queste gli ambiti in cui Audi è già operativa da tempo. Dal 2018, ci sarà un prodotto elettrico nuovo ogni anno, full electric o plug-in hybrid. L’elettrico è un punto di non ritorno anche se avrà una curva di sviluppo lenta, poiché mancano le infrastrutture e le istituzioni sono poco sensibili all’argomento. Basti pensare che nei primi tre mesi dell’anno, rispetto al 2015, le vendite di elettriche in Italia sono scese, in contrasto con il resto d’Europa. 

Il ceo Rupert Stadler ha dichiarato che Audi punta su servizi di mobilità e diventerà sempre più una "digital company". Precisione dei sensori, delle mappe e geolocalizzazione (si pensi alla partecipazione in Here insieme a BMW e Daimler), ma anche progetti legati alle smart cities per trovare soluzioni di mobilità intelligente per unire le esigenze di automobilisti e città. Come l’Audi Urban Future Award, un premio biennale, che rappresenta un consesso tra la casa dei quattro anelli, architetti, urbanisti, sociologi, designer.

Un momento di incontro in cui si raccolgono i problemi delle città e si cercano soluzioni: la tecnologia aumenterà l’efficacia del dialogo. Un altro progetto sarà realizzato a Berlino: i sensori delle macchine invieranno informazioni circa lo stato del manto stradale, in modo da permettere alla municipalità di fare manutenzione in modo rapido ed efficiente. Sempre a Berlino le Audi possono scambiarsi informazioni circa la disponibilità di posti liberi nei parcheggi. In questo caso l’obiettivo finale è quello di permettere ad ogni modello di dialogare con gli altri, non solo Audi.

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