Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 06:03

Infiniti, alla conquista dell'Europa per diventare globale.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

L’avventura di Infiniti in Europa non è nata sotto i migliori auspici: debutto nel 2008, proprio durante i giorni della bancarotta Lehman Brothers che dava avvio alla crisi economica mondiale e grandi motori a benzina, inadatti a competere in un mercato dominato dal diesel.

Ora modelli pensati per l'Europa

“Eppure siamo sopravvissuti e oggi abbiamo il portafoglio giusto per conquistare l’Europa come dimostra la Q30 e la nuova QX30, modelli progettati, sviluppati e prodotti nel Vecchio Continente”, spiega François Goupil de Bouillé a capo di Infiniti in Europa. Se poi lo stabilimento in questione è quello inglese di Sunderland, che con la Brexit sembra improvvisamente così lontano, poco cambia: “E’ troppo presto per valutare le conseguenze del referendum in Gran Bretagna, siamo però un marchio giovane, dinamico e flessibile e saremo in grado di adattarci meglio di altri alle condizioni che si genereranno”, continua Goupil de Bouillé.

Grazie alla Q30 vendite triplicate

D’altronde, Brexit o meno, “se si vuole essere un vero marchio globale, bisogna iniziare a contare anche in Europa”. E i numeri iniziano a far sorridere: Infiniti nei primi 5 mesi ha venduto sul mercato europeo quasi 8 mila unità, triplicando il risultato dello stesso periodo del 2015. Il merito è proprio della Q30 che vale oggi oltre il 68% delle vendite complessive dei giapponesi. Un trend di crescita destinato a consolidarsi nei prossimi mesi con l’arrivo della QX30.

Prodotti unici da contrapporre ai tedeschi

Troppo poco per sfidare i tedeschi? “Puntiamo a conquistare i cosiddetti innovatori, clienti che rappresentano il 20% del segmento premium, persone attratte da prodotti unici nello stile e nel design, come i nostri”, risponde Goupil de Bouillé. Senza dimenticare la tecnologia: “Non vogliamo copiare gli altri ma offrire qualcosa di unico come abbiamo fatto con lo sterzo a controllo elettronico senza il tradizionale piantone oppure presto con sistemi di guida autonoma e semi-autonoma, in grado di affiancare chi è al volante ma non di sostituirlo perché l’uomo dovrà restare al comando della vettura”.

Ibrido, dalla Formula 1 alle future Infiniti

Avanti poi con l’ibrido potendo contare sull’esperienza maturata in Formula 1 nello sviluppo del sistema adottato dalle monoposto Renault “che potrebbe arrivare presto sui nostri modelli di serie”. Stop, almeno per ora, all’elettrica: “Non è una priorità ma quando lo sarà potremmo contare sulla esperienza e le economie di scala dell’Alleanza Nissan – Renault”.

Punto di riferimento premium di Renault

D’altronde come dice Goupil de Bouillé, Infiniti è il marchio di lusso dell’Alleanza. Per buona pace dei francesi che non hanno mai abbandonato le loro aspirazioni premium: “La sovrapposizione con i loro modelli è molto debole e noi siamo un valore aggiunto per Renault”. Nel frattempo per continuare nella crescita in Europa, Goupil de Bouillé punta all’inevitabile espansione della rete che passerà dagli attuali 95 a 130 concessionari (in Italia da 12 attuali a 18) e al rinnovamento della gamma che prevede il lancio in autunno della nuova coupé sportiva Q60 e il restyling della Q50 mentre è “escluso, almeno secondo i piani attuali, l’arrivo di per un modello più compatto della Q30”, conclude Goupil de Bouillé.

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