Ultimo aggiornamento  21 ottobre 2018 09:49

Come eravamo: la prova della Fiat 124 Sport coupé 1.800.

Gianni Rogliatti ·

La prova è integralmente ripresa dal numero 17 de l'Automobile dell'24 aprile 1973. Il coupé Fiat 124 rientra in quella categoria di vetture particolarmente “azzeccate” che restano per molto tempo sulla cresta dell’onda. Naturale quindi che il modello venga di tanto in tanto ammodernato, ed in questo caso si tratta di una duplice operazione nella parte estetica ed in quella meccanica, tanto da poter affermare che si tratta di una macchina completamente diversa da quella originaria: il motore, ad esempio è passato da 1400 a 1800 cc e la carrozzeria ha subito notevoli modifiche.

Diciamo subito che delle modifiche alla carrozzeria ci sembra particolarmente importante e ben riuscita quella che riguarda la parte posteriore, e che ha permesso tra l'altro di ampliare lo sportello per il baule, così da consentire il carico e lo scarico dei bagagli in modo agevole, tanto più che il baule stesso è ora più grande. Meno convincente è la modifica al frontale della vettura.

La meccanica

Per quanto riguarda la parte meccanica, le modifiche sono state apportate al motore, che è quello della serie “132”, alle sospensioni. Il cambio a cinque marce non è più di serie ma bisogna richiederlo a parte e costa 80 mila lire in più: tuttavia crediamo che date le caratteristiche delta vettura, il cambio a cinque marce sia praticamente di rigore, e con il motore di 1600 cc e con quello di 1800 cc.

La possibilità di scelta tra i due motori è anch'essa interessante, con dieci cavalli di differenza tra l’uno e l'altro (104 e 114 CV DIN).

La versione da noi provata è quella col motore più grande, con prestazioni lievemente migliori e con consumi che non differiscono molto da quelli ottenibili col motore più piccolo se lo s'impegna allo stesso modo.

Per l'intera prova comprendente tratti in autostrada, in città ed in percorsi extraurbani diversi su circa 1000 km il consumo è stato di 11.6 litri per 100 km pari ad una percorrenza di 8.53 km/litro. Il consumo medio in città è stato di 13 litri per 100 km. cioè 7,7 km/litro.

È interessante notare che la evoluzione tecnica degli ultimi anni ha permesso di fare motori con un solo carburatore monocorpo, che hanno quasi lo stesso rendimento di motori equipaggiali con due carburatori doppio corpo, e questo è appunto il caso della nuova versione del coupé (come pure dello spider) 124 Sport che ha il motore tipo 132 con una leggera differenza nella distribuzione.

Su strada

Motore molto elastico e morbido, che però abbisogna - a nostro avviso - dell'applicazione dell'accensione elettronica a scarica capacitiva (un accessorio a richiesta fornito dalla stessa Fiat), dato che con l'accensione normale, in città, dopo un prolungato periodo di uso a potenza ridotta si ha qualche tentennamento se si accelera di colpo. Con l'accensione elettronica questo non succede, ed anche a regimi elevali si ha qualche vantaggio.

Come tipo di guida e tenuta di strada, questo coupé è molto interessante per l'ottimo compromesso che è stato raggiunto tra dolcezza delle sospensioni e tenuta di strada, quando si guida in modo deciso e sportivo: lo sterzo è sufficientemente preciso cosi da dare soddisfazione al guidatore, è leggero e demoltiplicato in modo adeguato.

L'abitacolo

Essendo un coupé con quattro buoni posti e adesso anche un ampio bagagliaio - questo tipo di vettura è quello che potrebbe avere il massimo successo tra coloro che hanno bisogno di una macchina per la famiglia, ma al tempo stesso non si rassegnano a considerare l'auto come un semplice mezzo di trasporto. Un altro elemento positivo è la cura sempre maggiore che si nota viene posta al costruttore ne! realizzare le cose in modo da facilitare la manutenzione: ad esempio, le connessioni dell’impianto elettrico sono codificate con colori e spine che non si possono confondere, inoltre determinate operazioni di riparazione e manutenzione sono state semplificate a! massimo.

Con un vano motore ampio ed accessibile sono rapide e facilmente eseguibili sia le operazioni eseguite in officina, sia la piccola manutenzione che lo stesso utente volesse eseguire da solo.

A nostro avviso la soluzione adottata calla Fiat per i comandi principali sul piantone di guida ed applicata a tutte le vetture è senz'altro la più razionale. Ci sono le tre leve ben note, una per i fari, una per i lampeggiatori ed una (a destra) per il tergicristallo; con queste tre leve non ci si può sbagliare e si ha tutto veramente a portala di mano.

I comandi della ventilazione sono rimasti sul tunnel centrale come nelle prime versioni e richiedono una certa pratica; se non li si conosce molto bene bisogna distrarre troppo l'attenzione dalla strada per cercare le posizioni giuste. Inoltre il sistema di ventilazione non ci sembra altrettanto efficace come quello della 132.

Piuttosto accurato il grado di rifinitura, con sedili rivestiti in panno, tappetini in moquette, plancia abbondantemente imbottita e volante con corona in finta pelle. Freni efficientissimi in grado di produrre una decelerazione di oltre il 90 per cento di quella massima teorica, con ottima modulazione tra le ruote anteriori e posteriori, che non tendono mai a bloccarsi, neppure sul bagnato.

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