Ultimo aggiornamento  21 febbraio 2019 10:43

Prova Opel Zafira, sette posti tech.

Roberto Sposini ·

Non immaginate una rivoluzione. Ma tanti affinamenti. Il più evidente dei quali è quel frontale interamente ridisegnato, alla ricerca di una nuova e più dinamica immagine. Perché passi che la Zafira, dal 1999 è l’auto delle famiglie, la prima Mpv compatta a proporre i sette posti. Ma le famiglie, si sa, evolvono.

L'innovazione

Crescono (nel senso che matrimonio dopo matrimonio i figli si sommano e alla fine su una berlina ci si sta stretti). Crescono (nel senso che si aggiungono cani, gatti, zii e nonni). Crescono, questa volta in senso tecno-evolutivo; guai a non essere su Facebook, guai a rimanere sconnessi. Guai a perdere un WhatsApp (per questo sulla nuova Zafira la famosa chat mostra i messaggi sul nuovo schermo touch, permettendovi di dettare a voce la risposta usando i comandi vocali). Ecco, in Opel hanno capito che la Zafira andava innovata senza perdere le sue caratteristiche di monovolume compatta e flessibile, due parole che hanno convinto ad oggi 2 milioni e 700 mila persone a scegliere questo modello.
Cosa cambia? Ricapitolando: nuovo frontale, tre allestimenti (tutti con 7 posti di serie), sistema di connettività On Star di serie, hotspot wi-fi per famiglie connesse per collegare fino a 7 device (e pazienza se il sistema è perfettamente funzionante in tutto il mondo, mentre da noi lo sarà, forse, solo a fine anno). Nuovi interni, nuovi comfort e soprattutto un impianto fari a Led, più efficiente, pensato per famiglie “moderne” e “tiratardi”. 

Il dettaglio

La sicurezza non ha prezzo. E qualunque innovazione vada in questa direzione va premiata (e preferita ad altri optional “superflui”). Per questo, sull’ultima Zafira il dettaglio che fa la differenza sono i nuovi fari, intelligenti per molte ragioni: perché sfruttano la tecnologia a Led, perché sanno adattarsi automaticamente alle condizioni di guida regolando la loro luminosità. Perché sanno scegliere fra luce urbana, extraurbana. Perché sanno seguire le curve col fascio luminoso. E, infine, perché hanno imparato a risparmiare al semaforo, con la modalità “Stop mode light”.  

La praticità

Parlare di praticità su una delle auto più pratiche del mercato sembra quasi scontato. E anche se proprio la praticità è una delle voci che hanno beneficiato di meno innovazioni sull’ultima Zafira, non si può prescindere dall’utilità di avere i 7 posti di serie (siete solo in quattro? Meglio, godetevi il bagagliaio grande come una piazza d’armi, l’ultima fila di sedili viene inghiottita dal pianale e se non serve non ruba spazio). Ma vedrete, primo o poi capita di fare il pieno di amici e allora avere due posti in più è un bel vantaggio. Parlando di praticità, cosa ne dite di una trentina di vani portaoggetti? Di un bracciolo centrale che scorre fra i sedili trasformandosi in ciò che più vi serve (contenitore, portabicchieri…)? Dell'appendiabiti o del supporto per iPad montabile sugli schienali anteriori? Di “mille” guide, ganci, reti, occhielli e cinghie per tenere fermo il carico nel bagagliaio? O del portabiciclette che sparisce “a cassetto” nel paraurti posteriore, perfetto esempio di intermodalità applicata all’auto.

La strada

I motori non cambiano. E, in fondo, nemmeno lei, la Zafira, cambia troppo a questo capitolo. Rimangono i motori a benzina, diesel e a metano (questi ultimi nelle regioni del centro nord fanno quasi il 50% delle vendite): 1.4 turbo da 120 o 140 cv, il diesel 1.6 da 120 o 136 cv, la versione a metano col 1.6 turbo. E poi rimane quel 2 litri turbodiesel da 170 cv che, a  guardarci dentro, è ancora la scelta più “rotonda”, intesa come ideale per molti. Uno dei rari casi in cui una monovolume non fa venire il mal di mare sulle curve, l’ultima Zafira è piacevole e silenziosa da guidare. Ha programmi di guida sportivi o rilassanti, ha il cruise control col radar, per non parlare della sicurezza che offre visto che è capace di frenare da solo e di evitare pericolose collisioni. La plancia è più ordinata e razionale, specie nella parte alta. Si sta seduti in alto, la posizione di guida non sarà da sportiva ma sulle lunghe percorrenze è ideale, complici due sedili (gli anteriori) davvero comodissimi. La visibilità è buona in tutte le direzioni. Una telecamera riconosce i cartelli stradali, vi avvisa se siete troppo vicini all’auto di fronte, vi allerta se superate le linee di carreggiata senza volerlo.Si viaggia assistiti dal sistema di infotainment (OnStar) che vi tiene connessi al mondo e soprattutto sostituisce quasi del tutto il pericolosissimo uso dello smartphone, con un pulsantino rassicurante sopra la vostra testa che, se serve, vi da indicazioni stradali, trova un ristorante o attiva i soccorsi.

Le concorrenti

Citroen C4 Gran Picasso, Renault Scénic, Ford C Max.

La carta d'identità

Dimensioni  in millimetri
Lunghezza4.666
Larghezza1.880
Altezza1.690
Motore2.0 CDTi 170 cavalli
Consumi5,3 litri x 100 km (ciclo combinato)
Emissioni CO2139 g/km
Prezzoda  32.770 euro

Tag

Monovolume  · Novità  · Opel  · 

Ti potrebbe interessare

· di Luca Bevagna

Per la Casa tedesca in Europa primo trimestre positivo dal 2011. Volumi in crescita grazie alla nuova Astra. Rischi in arrivo dalla Brexit