Ultimo aggiornamento  20 maggio 2019 06:30

La Brexit batte in testa.

Colin Frisell ·

A una settimana dal voto sulla Brexit, la domanda che tutti qui nel Regno Unito si pongono, negli uffici, sulla metro, nei supermercati è la stessa: e ora? Siamo andati a cercare qualche risposta sui media, con un occhio a quali possono gli scenari nel campo dell'automobile.

Un danno a nove zeri 

Autoblog ha una risposta preoccupata: "Non ci sono ancora certezze - si dice nell'articolo - ma la sensazione è che la Unione europea possa imporre una tariffa intorno al 10% sulle esportazioni inglesi e che il governo britannico sarebbe a quel punto costretto a fare altrettanto. Tutti e due questi atteggiamenti avrebbero un effetto negativo sulla produzione e commercializzazione dei veicoli, sia quelli prodotti nel Regno Unito che quelli venduti sul nostro mercato interno. Il risultato è un danno per l'economia valutato intorno ai 9 miliardi di sterline, con una perdita di posti di lavoro ancora impossibile da quantificare". 

Investimenti a rischio

Di difficoltà per le case straniere che producono auto nel nostro Paese parla la Reuters, facendo esplicito riferimento ad impianti come quello della Nissan a Sunderland, stranamente una delle città che ha votato in maggioranza per la Brexit. Citando una fonte che preferisce restare anonima vicina alla casa di produzione, l'agenzia scrive che "l'unica opzione, ormai, è quella di riconsiderare con attenzione ogni possibile decisione che coinvolga  nuovi investimenti, come l'idea se produrre o meno un nuovo modello nel Regno Unito". 

Garanzie per il mercato

Sam Sheean di Autocar si sofferma ancora sul mercato auto e, dopo aver raccolto i pareri di molte delle case produttrici, riporta un commento della associazione inglese dei costruttori e commercianti di auto: "Il popolo inglese - si legge nel commento - ha scelto un futuro fuori dall'Europa. Sta al governo ora mantenere la stabilità economica e assicurare un accordo con la UE che salvaguardi gli interessi del mondo dell'automotive nel Regno Unito. Questo include l'accesso senza aggravi ai mercati europei e mondiali, assicurando anche che si possano assumere talenti da ogni parte del mondo per continuare a fare della Gran Bretagna il Paese più competitivo in Europa per gli investimenti in questo settore".

Futuro incerto

Sul Telegraph si ritrova qualche numero circa la situazione dell'industria automobilistica inglese a oggi: "L'automotive britannico sostiene 800.000 posti di lavoro in tutto il Paese, contribuisce all'economia nazionale per una cifra di circa 15 miliardi e mezzo di sterline; l'80 per cento dei veicoli costruiti sul suolo inglese sono venduti all'estero, il 57,5% dei quali nel territorio UE". 

Crollo delle vendite

Del commercio delle auto al dettaglio si occupa Marketplace che sottolinea come nel Regno Unito "sono state registrate nel 2015 oltre 2.500.000 auto nuove, un record e il trend per il 2016 era lo stesso. Ora le vendite sono destinate a una contrazione viste le incertezze dei consumatori che ci penseranno bene prima di effettuare un acquisto oneroso. Si valuta un calo non da poco, intorno all'8,5%. E bisognerà vedere quanto tempo verità impiegato per i negoziati con la UE. Se la situazione dovesse trascinarsi ancora a lungo questo dato potrebbe raggiungere il -15%".

Tag

Brexit  · David Cameron  · Gran Bretagna  · Mercato auto  · Regno Unito  · 

Ti potrebbe interessare

· di Colin Frisell

A sorpresa, il ministro degli esteri inglese Boris Johnson propone ai francesi un nuovo collegamento stradale e ferroviario fra i due paesi

· di Enrico Artifoni

Primi effetti del voto per l'uscita dalla Ue: nel Regno Unito prezzi su e vendite in frenata, in Europa tagli in alcune fabbriche. Non è ancora un problema, ma domina l’incertezza

· di Colin Frisell

Con un risultato a sorpresa, nel referendum vincono i sì all'uscita del Regno Unito dalla Unione europea. A vuoto anche gli appelli di Ford e Bmw per il "remain"