Ultimo aggiornamento  12 novembre 2019 17:29

Dieselgate, Volkswagen accordo in Usa da 14 miliardi.

Flavio Pompetti ·

New York - Non sono 10 ma 14, i miliardi di dollari che la Volkswagen propone di pagare ai suoi clienti americani e alle agenzie ambientaliste, truffate da i diesel "ecologici" che in realtà emettevano quantità esponenziali di materiali inquinanti rispetto ai massimi consentiti dalla legge.

Dieci miliardi solo per riacquistare le auto

L’agenzia Bloomberg ha anticipato ieri i termini della proposta che i legali della casa tedesca presenteranno oggi al tribunale californiano che si sta occupando della vicenda. Se il giudice Charles Breyer che lo presiede la accetterà, dovrà poi stabilire i tempi di una pubblica audizione durante il quale il dettaglio potrà essere ancora modificato su richiesta del pubblico interessato, prima che l’accordo sia definitivo. Il testo originale prevede il pagamento di 2,7 miliardi di dollari in favore dell’Epa, e 10 miliardi per il riacquisto delle auto al valore che queste avevano al momento dello scoppio dello scandalo, più un compenso dai 5 ai 10.000 dollari in contante a titolo di risarcimento del danno. Gli ultimi due miliardi che la casa propone di spendere sarebbero destinati alla ricerca e lo sviluppo di nuovi modelli di motori di reale profilo ecologico.

Accettare l'offerta o riparare le auto?

I possessori di 470.000 vetture equipaggiate con il diesel da due litri dovranno ora decidere se accettare l’offerta di riacquisto o chiedere una riparazione a spese della casa. Quest’ultima strada tuttavia è tutt’altro che chiara. Al momento non si conoscono interventi di riparazione proposti dalla Volkswagen che l’agenzia per la sicurezza stradale abbia convalidato. E anche se ce ne fossero, il risultato sarebbe forse talmente punitivo per la motorizzazione delle auto da lasciare nelle mani dei clienti vetture dalle prestazioni poco desiderabili e competitive nella guida.

L'accordo non chiude la vicenda

La proposta tra l’altro non risolverebbe l’intera faccenda. Dall’accordo restano tagliati fuori i diesel da tre litri che erano equipaggiati con una diversa versione del software che leggeva valori delle emissioni truccati nel corso delle ispezioni, e gli altri 85.000 diesel montati su altri modelli Volkswagen e Porsche che hanno lo stesso dispositivo a bordo. E mentre Wolsburg sarà impegnata a trovare una soluzione per questi ultimi, scatteranno gli altri procedimenti giudiziari in via di preparazione. Tra questi, un’inchiesta criminale aperta dal ministero di Giustizia americano, una denuncia da parte del ministero per il Commercio, e poi le singole inchieste avviate dalle procure generali di 42 stati, oltre al distretto di Columbia e al Porto Rico.

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