Ultimo aggiornamento  26 maggio 2019 01:04

Il Maggiolino, invece di andare di fretta.

Roberto Sposini ·

Comprarla oggi non è difficile, se ne trovano molte in buono stato (molte meno originali però). Difficile, semmai, farsi una ragione del cagionevole impianto elettrico a 6 volt che almeno fino al 1967 è rimasto in produzione, ragione di interesse collezionistico oggi, ma anche fonte di problemi e di  sbalzi di tensione improvvisi; attivare allo stesso tempo i tergivetro, gli stop e gli anabbaglianti potrebbe voler dire un quasi blackout.

Basta che sia "vecchia"

Insomma, l’Auto del popolo, quella Volkswagen Maggiolino voluta da Adolf Hitler, rimane uno degli “oggetti” automobilistici senza tempo. Chi ne ha avuta una, di solito ne prende un’altra, e un’altra ancora, magari di diverse epoche, col vetro dritto, curvo, 1.3, 1.6, berlina, cabrio… Insomma, ognuno scelga pure la sua (bellissimi anche quelli degli anni Settanta, anche se i modelli fino al 1967 sono i più affascinanti), basta che sia “vecchia”.

Perché, almeno i collezionisti, qui sono tutti d’accordo: la Beetle del 1997 non ha mai convinto.
E, seppur migliorata e affinata, anche l’ultima versione del Maggiolino model year 2017, quella appena rinfrescata da un lieve restyling, aggiornata e arricchita, in vendita proprio in questi giorni con un listino che parte da poco più di 18 mila euro, piace di più ma non convince ancora.

Non basta fare oggi versioni ispirate agli anni ’70 (come la Denim, replica dell’omonimo modello del 1974); non basta, sempre oggi,  fare nuove versioni speciali, o  full optional:  allestimenti esclusivi, cerchi in lega e interni in preziosa nappa per gli appassionati dell’originale Maggiolino stanno alla loro amata auto come una macchia di pomodoro sulla camicia dello smoking.

Basta meno

Certo, oggi sotto il cofano (purtroppo quello anteriore…) ci sono motori efficaci e tecnologici, come il piccolo 1.2 TSI da 105 cv o i Tdi da 150 cv. Prestazioni e comfort sono quelli di una Golf. Figo! Ma agli appassionati bastava, e basta, molto meno… Bastano quelle linee curve ed essenziali, basta la semplicità di un abitacolo razionale e scarno, bastano i 40 cv di quel 4 cilindri di 1.285 cc che negli anni ’60 beveva già come una petroliera e ci metteva più di 20 secondi per spingere il Maggiolino (che però pesava solo 850 kg) fino a 100 km/h, praticamente la velocità da crociera.

Fra i 5 e i 10mila euro

Insomma, in un mondo che va di fretta, prendersi il tempo di tornare al volante di un vecchio Maggiolino è un lusso facile e non richiede grosse rinunce, oltre alla velocità, ovvio. Trovarne una ante 1967, anno del primo grande cambio generazionale, sarebbe bello e non è difficile. Difficile è trovarla originale. Il budget va da 5 a 10 mila euro, range in cui si trovano esemplari in buono stato. E non preoccupatevi del fatto che abbia più di 50 anni sulle spalle, quel Maggiolino non si rompeva mai (e se accadesse, con un po’ di manualità metterci le mani è persino un piacere) e da mantenere costa davvero poco. Il massimo? Trovare un esemplare del 1967, colore grigio pastello e con la targa originale, ossia rigorosamente quadrata. Buona ricerca. 

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