Ultimo aggiornamento  18 settembre 2021 06:43

Goodwood, Festival of Speed remain.

Roberto Sposini ·

Brexit? Se c'è una cosa che "remain" e non cambierà mai in Inghilterra è a Goodwood. Non un “banale” salone dell’auto, ma “The world's largest automotive garden party”. Un party in giardino dedicato all’auto, lo definiscono così in Inghilterra il Festival of Speed. E in effetti la definizione calza a pennello, visto che uno dei più affascinanti eventi motoristici al mondo si tiene proprio in questi giorni nel giardino di casa di Lord March, all’anagrafe Charles Gordon-Lennox Earl of March and Kinrara, nipote del Duca di Richmond, nobile (se non si fosse capito…), ma soprattutto grande appassionato di auto e fondatore del Festival of Speed.

L’idea, che risale agli inizi degli anni Novanta, è a dir poco geniale: mettere insieme la passione per le auto con le fortune di famiglia dando vita, sfruttando proprio il giardino di casa,  uno degli eventi più prestigiosi e apprezzati dedicati ad auto e moto. 

Il resto è solo attesa

“This year’s Festival will see the wildest, fastest, craziest, baddest cars and bikes ever to ascend the Goodwood Hill”, firmato Lord March, Charles per gli amici. Sempre da Goodwood, gli fa eco l’entusiasmo di Emanuele Pirro, cinque volte vincitore a Le Mans, uno che di auto ne ha viste (e guidate) tante: “In the Le Mans film, Steve McQueen said ‘racing is life, everything else is just waiting’. I say ‘Goodwood is life and everything else is just waiting’. Capito? Goodwood è la vita, il resto è solo attesa. Ma come si giustifica tanto entusiasmo per un evento dedicato alle auto?

Basta andarci una volta per capire. Il Festival of Speed, semplicemente FoS per gli amici, ??per gli inglesi conta più del Gran Premio nazionale di F1; per gli appassionati di motori, più di qualunque altro salone dell’auto. L’anno scorso i visitatori sono stati 150 mila. La formula è “semplice” ma geniale e soprattutto unica: invitare nella sconfinata e fascinosa proprietà di famiglia i più grandi costruttori di automobili al mondo e, al posto di “imbalsamare” staticamente le auto su monumentali stand, come accade nei più grandi saloni dell’auto, lasciare che i nuovi modelli, spesso accanto a vecchie glorie del passato, si sfidino in pista.

L'idea del giardino

Ma come è nata l’idea di trasformare il giardino di una residenza nel West Sussex in un salone dell’auto? Nella realtà da queste parti si respira profumo di motori dagli anni Trenta, da quando il Duca di Richmond Freddie March, nonno di Charles, si divertiva ad organizzare per gli amici corse in salita sulla collina di casa. Era un gioco quasi clandestino, una zingarata per gentlemen drivers con la passione per olio&benzina. L’atmosfera era quella dei film di James Ivory. Poi, un’escalation che poco a poco ha trasformato un campo prove per amici, dopo la Seconda Guerra Mondiale, in un vero circuito, sfruttando anche la strada che corre attorno al vicino aeroporto.

Nel 1993, l’ennesima svolta motoristica. Lord Charles March si rimbocca le maniche e trasforma di nuovo Goodwood, questa volta in un raduno per auto storiche. Questa volta, oltre agli amici, c’è anche un folto pubblico. Da allora, l’escalation non si è più fermata. La primavera di quel ‘93 darà i natali a un evento che negli anni si è trasformato, fino a richiamare l’attenzione dell’industria automobilistica mondiale, oltre che del pubblico, della stampa, dei piloti e di migliaia di appassionati. Un evento capace di unire passione e stile, il debutto di nuovi modelli con il glamour delle auto del passato.

Meglio esserci

E anche quest’anno per gli appassionati è un vero paradiso: dalla McLaren 570S Sprint al debutto dinamico della nostrana Fiat 124 Spider, a Goodwood insieme alla quasi gemella Mazda MX5. Dai festeggiamenti per il centenario di Bmw, presente con auto iconiche come la leggendaria 328 Mille Miglia Roadster e la V12 LMR trionfatrice a Le Mans nel 1999. I riflettori sono sempre su novità e debutti.

Ma l’unicità di Goodwood è un’altra: passeggiando fra  gli stand capita di incontrare gente come John Surtees, Giacomo Agostini, Phil Read e Kenny Roberts; si mischiano fra la folla, scambiano due chiacchiere con Lord March (che passa personalmente a controllare che tutto sia perfetto), danno una pacca sulla spalla a Nico Rosberg o a Lewis Hamilton, entrambi di casa a Goodwood. Chi va a caccia di selfie e di autografi, quest’anno tra la folla potrebbe incontrare Jenson Button, Sir Stirling Moss, Emerson Fittipaldi, Mark Webber, Martin Brundle, protagonisti di Le Mans come Richard Attwood, Derek Bell e Vern Schuppan, campioni della Nascar come Bobby Labonte e stelle del traverso come Ken Block. Tutti a spasso nello stesso “giardino”, tutti in un solo weekend.

Il bis a settembre

D’altro canto la dichiarazione di Lord March era esplicita, ricordate?: “Quest'anno il Festival vedrà le più selvagge, veloci, folli e cattive auto mai salite sulla collina di Goodwood”. E a settembre, dal 9 all’11, si bissa con Goodwood Revival, dove tutti, dai visitatori ai meccanici vanno in giro vestiti come negli anni 50 e 60 e dove fra il profumo della passione, della benzina e dell’olio, “inghiottito” a litri da preziosissime Ferrari, Aston e Maserati, i piloti corrono davvero, sportellano in pista fra sorpassi mozzafiato e velocità adrenaliniche, infischiandosene del valore delle auto milionarie in pista. I biglietti sono già in vendita, cosa aspettate?

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