Ultimo aggiornamento  20 settembre 2019 07:26

Luca de Meo, ecco il futuro di Seat.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

Barcellona - Luca de Meo è da novembre presidente di Seat. Ex responsabile di marketing e vendite Audi e con un passato in Renault, Toyota e Fiat, ha spiegato a l'Automobile la strategia di crescita del marchio spagnolo del gruppo Volkswagen.

Quali sono le sue priorità?

La prima è aumentare le quote di mercato in Europa: ad esempio in Italia credo si possa fare di più delle 15 mila unità vendute l’anno, anche considerando che in Germania ne facciamo quasi 100 mila e in Spagna oltre 70 mila. La seconda priorità è sviluppare tutta l’area del Mediterraneo dove abbiamo buone esperienze in paesi come Algeria, Turchia, Israele. La terza è il Centro e Sud America: il Messico è il nostro quarto mercato con circa 50 mila pezzi e potrebbe diventare, in teoria, la piattaforma per l’espansione del marchio in quella regione.

E la Cina?

Ci abbiamo provato qualche tempo fa ma non è andata molto bene: il mercato cinese richiede un partner e uno stabilimento locale a Seat dovrebbe aggiungere la costruzione da zero di una rete. Non fa per noi.

Con il suo arrivo cambierà il posizionamento del marchio? 

Nessun riposizionamento, Seat dovrebbe fare meglio quello che la gente si aspetta da noi ovvero auto ben disegnate e accessibili. A questo bisogna aggiungere, come stiamo facendo, qualità e tecnologia, entrando poi nei segmenti giusti come quello dei suv, che portano volumi e profitti e dai quali siamo stati finora fuori.

Quanti suv Seat ci dobbiamo aspettare?

Lanceremo 4 nuovi modelli nei prossimi 18 mesi, due di questi saranno suv: l'Ateca che arriverà a settembre e un nuovo crossover compatto nel 2017.

Quali sono le tecnologie su cui punterà in futuro Seat?

Nel prossimo decennio assisteremo a grandi cambiamenti nel mondo dell’auto che offriranno una serie di opportunità soprattutto per una marca piccola e agile come Seat. Bisogna però specializzarsi su una tendenza giocando un ruolo di prima linea: noi abbiamo scelto la connettività perché ritengo ci possa dare più possibilità di creare business addizionale in futuro. 

La Seat futura sarà ibrida, elettrica o a idrogeno?

In vista delle future normative, dobbiamo come tutti ridurre le emissioni ma dobbiamo farlo alla maniera Seat, in modo intelligente e accessibile. Il nostro grande vantaggio è avere a disposizione tutte le tecnologie “verdi” del gruppo, aspetto che ci consente di poter contare su investimenti minori ed economie di scala superiori rispetto a quelle di altre Case del nostro stesso segmento. Una delle soluzioni potrebbe essere un sistema ibrido.

Tutti sembrano puntare a nuovi servizi di mobilità come il car sharing: quale è la strategia di Seat?

C’è da capire quanto varrà questo canale. Personalmente non ho ancora trovato il modello di business. La tecnologia consente diverse forme di sharing grazie ad esempio alla chiave digitale che atrraverso lo smartphone può dare accesso alla stessa auto da parte di diverse persone. I clienti sembrano propensi a qualcosa di diverso dall'auto di proprietà, c'è però da capire quando tutto questo potrà diventare profittevole per una industria automobilistica.

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