Ultimo aggiornamento  25 giugno 2019 22:15

Il mattone e il freno a mano.

Flavio Pompetti ·

New York – Vado subito al sodo: gli americani non usano il freno a mano. Lo dico di fronte alla tragica morte di Anton Yelchin, schiacciato dalla sua Jeep in fondo allo scivolo di accesso del garage davanti alla sua casa. Sono ben cosciente del ruolo che ha giocato nel sinistro un difetto già rilevato dall’agenzia per la sicurezza stradale americana e già soggetto a richiamo. Ma oltre la responsabilità della Fca e della Jeep, resta la follia di milioni di automobilisti totalmente ignari di fronte alla minaccia di un maglio da due tonnellate, normalmente abbandonato sulla strada senza alcun ostacolo allo slittamento delle ruote. 

In trent’anni di residenza a bordo di auto made in Usa, ho visto la leva rimpicciolire progressivamente fino a sparire nella penombra del sottoplancia, e ora nell’anonimato di uno dei tanti pulsanti elettronici di uso facoltativo e saltuario, che per tanti automobilisti restano un opzione mai esercitata per tutta la vita della vettura. So che il trend è arrivato anche in Europa, ma è stato generato in un continente già assuefatto alla falsa sicurezza del cambio automatico.

Mia moglie non usa il freno a mano. I suoi genitori non l’hanno mai sollecitata ad usarlo perché loro stessi non ne avevano mai sentito il bisogno. Per spegnere il motore ed estrarre la chiave dal quadro dell’accensione (per chi ancora ce l’ha), bisogna prima aver spostato il selettore di marcia in posizione ‘P’ (parking), e quindi aver lasciato la marcia ingranata. Le ruote restano libere, ma l’ingaggio della marcia dà l’impressione di aver efficacemente bloccato il possibile moto. Il sintomo, per chi come me guarda dall’esterno, è vedere l’auto che al momento di fermarsi esegue un breve rullio avanti e indietro, equivalente allo spazio di rullio dell’ingranaggio della trasmissione.

Questo è esattamente quanto è accaduto al povero Yelchin. Nel suo caso il selettore Monostable installato dalla Fca non era programmato per entrare automaticamente in posizione ‘P’ con il motore acceso e la portiera aperta. In più la leva ha la particolarità di tornare nella posizione centrale a motore spento, sia che sia stata spostata nella posizione “Parking” o no. E’ questo dettaglio ad aver causato il richiamo della Nhtsa, preoccupata dal fatto che i possessori delle Jeep non sappiano se la marcia è inserita o meno sulla loro auto. La pendenza dello scivolo e la leggerezza del giovane attore hanno fatto il resto.

E in Europa come vanno le cose? Abbiamo mantenuto l’abitudine di tirare la leva, a volte con tutta la forza di due mani quando l’abuso con l’auto in moto ridotto il ‘freno di stazionamento’ ad una frizione appena percettibile dei ferodi sui tamburi? C’è ancora qualcuno come Gino, il cartonaio di piazza dei Ciompi a Firenze, che aveva sempre a bordo del suo furgoncino il sano mattone da incuneare sotto la ruota dalla parte della pendenza? 

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