Ultimo aggiornamento  12 dicembre 2019 15:41

Auto storiche, fast and fair.

Redazione ·

Fast and fair”: Paolo Cantarella - già amministratore delegato di Fiat ora Presidente della FIA Historic Commission - non ha dubbi: il segreto del fascino delle competizioni tra auto storiche è tutto racchiuso in queste due parole. Parole che esprimono perfettamente lo spirito di questa particolare categoria di corse, seguita da un pubblico sempre più vasto di appassionati, come dimostrano le decine di migliaia di persone che, in tutto il mondo, accorrono ad assistere alle gare.

Il filo rosso

“Velocità e lealtà”, dunque, per un ambiente nel quale l’atmosfera è tutto: “C’è la velocità, ovviamente, ma ciò che rende queste corse davvero speciali e diverse da tutte le altre – spiega il Presidente della FIA Historic Commission – è che ci sono avversari (parliamo pur sempre di gare) ma non nemici." Non solo perché, con questo genere di auto, “nessuno vuole essere buttato fuori alla prima curva”, ma soprattutto perché “il filo rosso che anima le corse delle auto storiche è il divertimento. Questo è – sottolinea - il mondo dell’auto prima dell’avvento e dello strapotere delle tecnologie. E le auto che sono competitive oggi, lo saranno anche tra cinque o dieci anni. Un mondo, dunque, nel quale conta soprattutto il pilota ed è evidente che guidare auto così (sono più di 600, solo in Italia, i piloti che corrono ogni anno) è emozionante ed estremamente divertente”.

Per questo – sempre secondo Cantarella – è fondamentale mantenere questo spirito. Perderlo significherebbe, infatti, mettere a rischio il fascino e, dunque, il successo stesso delle corse di auto storiche.

Il valore della riscoperta

In prima linea nel tutelare e promuovere questo spirito, il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Sticchi Damiani, impegnato a far riscoprire al pubblico più vasto possibile l’indiscutibile e, spesso, irraggiungibile fascino del passato. Non aveva tutti i torti, allora, Novalis quando scriveva che “tutto in lontananza diventa poesia”. Ecco, dunque, Sticchi Damiani guidare una serie di appuntamenti come “Targa Florio”, “1000 Miglia” e “Coppa d'Oro delle Dolomiti”: molto più che semplici corse d’auto, ma eventi spettacolari, sociali e culturali che “fanno del nostro Paese un luogo ancora più affascinante, che vale davvero la pena di visitare”.

Il Presidente dell’ACI non poteva certo lasciarsi sfuggire l’occasione del centenario della Targa Florio: la prima edizione – ha ricordato - si disputò il 6 maggio 1906, grazie al “genio illuminato e lungimirante di Vincenzo Florio, spirito imprenditoriale, ma soprattutto uomo di grande talento e cultura, con un amore profondo per il suo paese”. L’idea – che si è rivelata vincente – è stata quella di riunire, in un unico evento/edizione, tutte le diverse espressioni della Targa: Targa Florio Rally; Targa Florio Rally storico; Targa Florio Classic e Targa Florio Historic Speed.

Occasione unica

“Un’occasione unica – ha sottolineato Sticchi Damiani – per riscoprire la purezza e la passione che da sempre hanno contraddistinto la Targa Florio e che, oggi come allora, sono gli ingredienti principali del suo successo. È stata anche un’occasione ideale – ha concluso - per celebrare alcuni tra i grandi piloti che hanno reso grande la Targa e non c’è dubbio che il calore della folla di fan accorsa per le gare ha reso omaggio alla Targa e a loro in ogni singola fase della corsa”.

Secondo il Presidente ACI “un format da consolidare per il futuro”:  anche per questo – ha spiegato - abbiamo deciso di sostenere con forza l’Automobile Club di Palermo – a cui storicamente appartiene il brand - nel rilanciare qualità genuina e fascino autentico della Targa, per renderla davvero, oggi come ieri, “la corsa più bella del mondo”.

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