Ultimo aggiornamento  16 settembre 2019 16:35

La Volkswagen up! si rinnova e frena da sola.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

Milano - Strano destino quello della Volkswagen up! cresciuta sin del lancio all’ombra della regina Fiat Panda. Eppure i numeri ottenuti finora non sono male: 660 mila unità in questi 5 anni, delle quali 55 mila in Italia. Forse i tedeschi, almeno in gran segreto e soprattutto nel nostro Paese (terzo mercato - primo per share), se ne aspettavano di più (anche se c’è da aggiungere il contributo delle sorelle Seat Mii e Skoda Citigo) ma se non ci fosse l'eterno paragone con l'italiana, si griderebbe al successo. 

Metano e Cross up! valore aggiunto

Ora la up! riparte alla carica con la versione aggiornata in vendita da questi giorni, un attacco non verso la Panda leader indiscussa del segmento, quanto delle rivali che in Italia è soprattutto la Toyota Aygo. Rispetto alla giapponese (terza in classifica dopo Panda e 500) la piccola Volkswagen può contare in più sulla versione a metano che in Italia ha rappresentato finora il 40% delle vendite (negli ultimi mesi però la quota è scesa per la riduzione dei prezzi della benzina) e la Cross up!, allestimento che strizza l’occhio ai crossover e che vale in alcune città il 10% delle vendite globali. Senza dimenticare l’elettrica: i numeri sono ancora di nicchia ma averla in gamma è sempre un valore aggiunto.

Nuovi allestimenti personalizzati. Ma non troppo

Le modifiche esterne riguardano il disegno del frontale e del posteriore, alle quali si aggiungono i nuovi paraurti. retrovisori con indicatori di direzione integrati, fari a Led (diurne) e nuovi gruppi ottici posteriori. La strategia della rinnovata up! si basa sulla personalizzazione, più spinta in Europa, meno in Italia: “Nel nostro Paese l’età media dei clienti delle più piccole è intorno ai 55 anni perché i più giovani scelgono piuttosto sulla categoria della Polo”, raccontano i manager Volkswagen. Tanto più se in Italia le personalizzazioni non hanno mai fatto la differenza.

Frenata di emergenza per tutte, primo step della guida autonoma

Da noi meglio puntare sulla sicurezza con la frenata di emergenza in città, disponibile di serie su tutte le up! senza differenza di allestimento. Un piccolo "pezzo" di guida autonoma disponibile per tutti. Nessuna city-car del suo segmento offre altrettanto. Si aggiungono poi il cruise control, i sensori di parcheggio e la camera posteriore. Oppure sui dispositivi multimediali che ruotano attorno all'integrazione con lo smartphone. Navigatore compreso: una volta scaricato sulla app di up!, consente di essere utilizzato anche off-line e di aggiornarlo per 6 anni gratuitamente.

Un nuovo motore più potente

Rispetto alla precedente versione, la tedesca ora aggiunge anche un motore 1.0 tre cilindri TSI turbo benzina da 90 cavalli: provato in strada è silenzioso, fluido e viaggia a una media di 5,8 km per litro. Coppia e potenza sono anche troppe per un’auto di questo segmento (sono le stesse di una Golf GTI prima serie): per un uso cittadino il più piccolo 1.0 aspirato da 75 cavalli è più che sufficiente. I prezzi della nuova up! partono da 11 mila euro della Take con il 1.0 da 60 cavalli: leggermente inferiori rispetto alla versione precedente ma con più contenuti a bordo. La sfida per un posto alle spalle di Panda e 500 può ripartire.

Tag

Guida Autonoma  · Volkswagen  · Volkswagen up!  · 

Ti potrebbe interessare

· di Luca Bevagna

Per superare il dieselgate, 30 modelli elettrici, ricerca e sviluppo su idrogeno, guida autonoma dal 2020. Utili operativi previsti in crescita