Ultimo aggiornamento  25 maggio 2019 01:00

Soldi cinesi per la sfida USA a Elon Musk.

Paolo Borgognone ·

Tra Palo Alto - sede tra le altre della Tesla - e Menlo Park, dove si trova la casa madre della startup Atieva, ci sono pochi chilometri di distanza. Ma tra le due realtà della Silicon Valley è in corso una battaglia per accaparrarsi una fetta del mercato dell'innovazione, quello delle auto elettriche in particolare. 

Progetti ambiziosi

La Atieva - lanciata in California nel 2007 da dirigenti fuoriusciti dalla stessa Tesla e dalla Oracle - si propone di bruciare le tappe della progettazione e costruzione di un'auto elettrica di gamma alta che dovrebbe vedere la luce già nel 2018. A seguire - intorno al 2020, 2021 al massimo - la Atieva progetta di lanciare sul mercato un paio di crossover di lusso. Tutti i modelli che si stanno progettando saranno disegnati e realizzati negli Stati Uniti d'America. A questo proposito la Atieva sta cercando delle location adatte dove mettere in piedi la sua fabbrica che dovrebbe sfornare all'inizio circa 20.000 auto all'anno per poi arrivare, una volta raggiunta la piena funzionalità, a 130.000 veicoli elettrici ogni 12 mesi. 

Scatto bruciante

I test della Atieva - a poco più di due anni dal teorico debutto della loro prima produzione sul mercato americano  - proseguono utilizzando la trasmissione di un veicolo commerciale della serie Vito della Mercedes, e con lo sviluppo di due motori elettrici con batterie agli ioni di litio. A guidare il team della Atieva è Peter Rawlison, già capo ingegnere del progetto della Tesla S. L'auto che sta vedendo la luce in questi mesi si chiama - almeno per ora - Edna e, grazie ad un motore da 900 cavalli, dovrebbe scattare da 0 a 60 miglia orarie (96 kmh) in 3,1 secondi, praticamente come una 12 cilindri Ferrari.

Per quello che riguarda il progetto di crossover - nome in codice del progetto "Cosmos" - la forma dovrebbe ricordare quella di una Audi A7 con delle dotazioni modernissime. Si parla di luci ultrasottili con micro lenti ispirate agli occhi degli insetti e di un cruscotto con un display riconfigurabile digitalmente che potrà essere comandato sia con un tocco  che con la voce. 

Investimenti da lontano

Per realizzare questi ambiziosi progetti servono soldi. Molti soldi. E, come sempre più spesso accade in questo settore, i denari necessari per realizzare il sogno vengono dalla Cina. A investire nella struttura di Menlo Park è infatti Yia Yueting - 78esimo nella lista dei cinesi più ricchi - e già fondatore della Faraday e di altre due startup che operano nello stesso settore sempre nella Silicon Valley.  La Atieva ha ottenuto anche  significativi contributi da altri investitori come i giapponesi della Mitsui & co LTD, dalla cinese Bejing Auto e dalla Venrock, una compagnia della Silicon Valley, collegata alla famiglia Rockfeller. 

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