Ultimo aggiornamento  20 febbraio 2019 13:17

Germania 2030, emissioni zero.

Francesco Paternò ·

Germania 2030: tutte le nuove auto dovranno essere a emissioni zero per raggiungere l’obiettivo di ridurre del 95% la diffusione di anidride carbonica entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990. Del  piano, ancora a livelli di annunci, ne ha parlato il vice ministro dell’economia Rainer Baake, ripreso dall’agenzia Bloomberg. Non sarà una passeggiata: significa ridurre in modo radicale l’attuale produzione di auto benzina e diesel (Baake parla di “tagli entro i prossimi 15 anni” ), oggi gloria e profitti dell’importante industria nazionale, da Daimler a Bmw passando per il gruppo Volkswagen. Nel progetto, stando sempre alle parole del viceministro, tuttavia per ora non rientrerebbero veicoli come camion e furgoni, per i quali il governo “non ha ancora risposte”. Segno di lavori in corso.

Un milione nel 2020

Una Germania dei trasporti più “green” è sicuramente nei piani della cancelliera Angela Merkel, ma è evidente come gli obiettivi siano ancora poco definiti e soprattutto una montagna da scalare. Per il 2020, Merkel aveva annunciato un milione di auto elettrificate in circolazione, ma i numeri odierni (12.000 elettriche e circa 11.000 ibride plug in immatricolate nel solo 2015) dicono che dovrebbe essere un obiettivo mancato. 

Gli incentivi

Da due mesi, in Germania il governo ha messo sul piatto di una riconversione “verde” dei trasporti un miliardo di euro, in parte destinato a incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi plug in (i costruttori che hanno aderito all’iniziativa mettono il 50% dei 4mila euro per i primi e dei 3.000 per i secondi), in parte da investire sul potenziamento della rete di ricarica (300 milioni in tre anni), che oggi conta poco meno di 10.000 stazioni.

L'industria nazionale

L’indicazione del governo di avere soltanto auto a zero emissioni nel 2030  è di fatto una corsa in salita. Anche se l’industria tedesca sta già investendo sulla nuova mobilità: la Bmw è partita per prima con auto a zero emissioni come la i3, il gruppo Volkswagen ha dovuto accelerare dopo lo scandalo del dieselgate e Daimler-Mercedes ha appena annunciato di voler investire 7 miliardi di euro in due anni su auto elettriche, ibride plug in e a idrogeno. Da notare la coincidenza temporale delle parole di Baake con l'ormai prossimo piano del gruppo Volkswagen per una nuova mobilità, in calendario il 16 giugno.  

Tocca a Merkel

La partita è al calcio d’inizio. Merkel, da 11 anni al potere, ha per altro sempre dimostrato di tenere fortemente in conto gli interessi dell'industria nazionale, come quando nel 2013 ha frenato l'Unione europea sui nuovi obiettivi 2020 di riduzione di CO2 per tutti, d'intesa (non dichiarata) con i suoi costruttori. La verità è che un corretto svolgimento della nuova partita dipende soprattutto dal legislatore, se deciderà davvero di imporre norme e limiti da rispettare. Modello California. 

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