Ultimo aggiornamento  26 maggio 2019 17:48

Auto privata, vita pubblica.

Giuseppe Cesaro ·

Il problema della trasmissione dei dati delle nostre auto si fa sempre più serio e pressante. Nuovi test condotti pochi giorni fa dall’ADAC (l’Automobile Club tedesco) dimostrano, infatti, che – più o meno ogni due minuti - le nostre auto trasmettono e condividono con i costruttori informazioni personali importanti. Quali? Il nostro stile di guida, ad esempio: il numero di giri del motore, l’entrata in tensione delle cinture di sicurezza, i chilometri che abbiamo percorso in autostrada o in città, la nostra posizione GPS, i consumi e i livelli dei carburanti, la pressione degli pneumatici, lo stato di ricarica, livello e voltaggio delle batterie. E scusate se è poco.

Finché siamo al volante

La nostra auto, dunque, continua a essere privata: la nostra vita non più. O meglio: privata lo è, ma della sua intimità e riservatezza. Fin tanto che siamo al volante, infatti, qualcuno (che noi non conosciamo) viene a sapere, di noi, molto più di quello che, secondo la FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) – ma anche il comune buon senso - dovrebbe sapere.

La Federazione Internazionale dell’Automobile ha lanciato l’allarme qualche mese fa, con una campagna di sensibilizzazione “My car, my data” della quale ACI è responsabile per l’Italia. Due gli obiettivi: spingere il Legislatore ad intervenire rapidamente, varando norme in grado di garantire protezione dei dati, libertà di scelta e concorrenza leale; rendere gli automobilisti consapevoli di un problema del quale sono, nella stragrande maggioranza dei casi, ancora ignari.

L'88% è preoccupato

Secondo un sondaggio FIA condotto in 12 Paesi europei, l’88% degli intervistati si è detto molto preoccupato circa la divulgazione di informazioni private; l’86% teme l’uso commerciale dei dati, il pericolo di hacking (pirateria informatica) e la tracciabilità dei veicoli. Il 95% delle persone, infine, è convinto che sia necessaria una normativa specifica per tutelare i loro diritti sui veicoli di proprietà e sui dati relativi ai loro comportamenti alla guida.

“I risultati sui veicoli appena testati - ha dichiarato Jacob Bangsgaard, Direttore Generale della Regione I della FIA - dimostrano che i costruttori automobilistici di varie marche rilevano i dati in modo costantemente invasivo”. “Attualmente – ha sottolineato Bangsgaard - non esiste possibilità di scelta per i consumatori, dato che la trasmissione dei dati ai costruttori di auto è l’unica possibilità esistente, stabilita per default”. “I consumatori – ha concluso Bangsgaard - meritano di più.” Impossibile non concordare con lui. 

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