Ultimo aggiornamento  18 novembre 2018 21:29

L'auto volante, Larry Page ha fatto un sogno.

Flavio Pompetti ·

New York – Dal motore di ricerca su Internet al propulsore di un'auto volante. L’agenzia di stampa americana Bloomberg rivela che il cofondatore di Google Larry Page ha investito negli ultimi anni 100 milioni di dollari dei suoi soldi nello sviluppo di almeno due progetti di velivoli monoposto, che un giorno potrebbero spostare il traffico dalla superficie terrestre alle autostrade del cielo.      

Page, come altri protagonisti dell’hi-tech della sua generazione che hanno guidato la corsa all’innovazione a cavallo del nostro secolo, sta cercando ora di aprire nuove strade al progresso, grazie anche agli enormi profitti che hanno raccolto con le aziende che hanno alle spalle. Tra queste, il sogno di un auto volante è tra i più antichi concepiti dall’uomo, e al tempo stesso tra i più difficili da realizzare.

Il dopo Icaro

Anche a voler tralasciare l’insuccesso di Icaro, la strada è tappezzata di fallimenti minori, tutti dovuti all’eccessivo peso della carrozzeria da trasportare, in relazione alla funzionalità di un motore che sia accettabile per il volo come per la trazione a terra. Il campo è stato rivoluzionato da quando Elon Musk ha iniziato a interessarsi di auto elettriche e a reperire una serie di materiali ultraleggeri che permettono oggi di tornare a disegnare nuovi progetti. Lo sviluppo dell’autopilota ha dato un’ulteriore spinta all’idea. Le aziende finanziate da Page impiegano infatti Emerick Oshiro che è stato uno dei creatori della Google Car, e David Estrada, esperto legale della Google X, madre di tutti i progetti segreti della casa di Mountain View. 

Page ha finanziato la Zee.Aero fin dal lancio nel 2010. Da allora ha aspettato pazientemente che i tecnici sotto la guida dell’ingegnere aeronautico della università di Stanford, Ilan Kroo, disegnassero un modello di prova: prima una fusoliera con una sola fila di eliche, poi un corpo più tozzo che si gonfia per ospitare un singolo passeggero. Quando si è reso conto che lo sviluppo non marciava al ritmo che aveva sognato, Page ha sostituito Kroo con Eric Allison, e l’anno scorso ha investito in un progetto concorrente, quello della Kitty Hawk.

Scarsi dettagli

Quest’ultima è una società molto snella, animata da una dozzina di ingegneri in confronto ai 250 della Zee.Aero. Ha prodotto finora una sorta in modello in scala maggiorata di un drone, con quattro eliche disposte a forma di quadrato intorno al corpo centrale. I dettagli sono scarsi perché l’attività è tenuta in gran segreto, e le poche notizie vengono dagli avvistamenti dei piloti che usano gli stessi aeroporti nei quali i due gruppi conducono le prove di volo. La stessa concentrazione delle due aziende nelle mani di Page, da tempo sospettata, è stata confermata solo negli ultimi giorni da Bloomberg. 

Eppure, da questa nebulosa segretamente all’opera, presto, forse prima della fine del decennio, uscirà qualcosa di sorprendente. Mark More, uno degli ingegneri che ha passato la vita a disegnare progetti avanzati per la Nasa dice: “Negli ultimi cinque anni abbiamo visto affiorare grandi progressi tecnologici nel campo dell’aeronautica privata. Ma quello che ci aspetta entro dieci anni ha dell’incredibile”. 

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