Ultimo aggiornamento  23 ottobre 2018 08:58

Come Parigi si difende dallo smog.

Francesco Paternò ·

A Parigi l'emergenza alluvione non è di tutti gli anni, quella da inquinamento è invece quotidiana. Ecco perché Anne Hidalgo, sindaco di Parigi, tira dritto sui divieti di circolazione per i veicoli più inquinanti. Dal prossimo 1 luglio, l'area urbana definita 'intra muros' (quella all'interno della périphérique, l’anello stradale circolare della città) sarà vietata tra le 8 e le 20, esclusi i week end, a tutte le auto e ai veicoli commerciali immatricolati prima del primo luglio 1997. Hidalgo esclude di fatto la circolazione di mezzi molto inquinanti, con sulle spalle non meno di 19 anni di anzianità. Il divieto riguarderà sia i residenti che i turisti francesi e stranieri.

Provvedimenti graduali

Hidalgo aveva varato l’anno scorso un altro decreto che dal primo luglio 2015 vietava la circolazione per le auto e i veicoli da trasporto anteriori al 1° ottobre 2001 - in Francia definiti Classe 1 Stella - tra le 8 e le 20. Misure rese necessario dall’alto tasso di inquinamento nella capitale francese, per combattere il quale il sindaco ha previsto per il 2020 la misura più dura: rilasciare il permesso di circolazione ai soli veicoli Euro5 ed Euro6.

La mobilità sostenibile

La battaglia contro queste decisioni di una parte dei consumatori è già cominciata, anche se è destinata a essere una battaglia di retroguardia considerando la gravità della situazione ambientale, a Parigi come altrove, e gli impegni presi dai governi mondiali sui cambiamenti climatici (gli ultimi ancora a Parigi) che minacciano tutti. Hidalgo sostiene con forza una mobilità sostenibile, una necessità dei nostri tempi, che potrebbe portare anche al blocco del traffico in città per tutti i veicoli diesel entro un decennio (la discussione è stata aperta, come in Olanda e a Londra). Temi e scelte caldissime a Parigi, quanto - il confronto è di stretta attualità - trascurate nella campagna elettorale delle comunali italiane. 

C'è chi chiede i danni

La prima a scendere in strada contro Hidalgo è stata l'associazione “40 millions d'automobilistes”, che ha annunciato un'azione collettiva sia contro le nuove limitazioni, sia per ottenere un indennizzo a causa della perdita di valore delle auto immatricolate prima del luglio 1997. Gli esperti dell’associazione francese hanno stimato che il provvedimento interesserà 870mila veicoli, con un valore medio oscillante tra 2.000 e 2.500 euro. Il divieto di circolazione comporterebbe una perdita almeno del 50% di questo valore, per cui il danno stimato dall’associazione per gli automobilisti si dovrebbe aggirare sulla cifra di 870 milioni di euro.

Gli obiettivi del sindaco

Hidalgo ha risposto subito, con una nota scritta: “Ogni giorno sono circa 400mila i veicoli che si muovono nella zona interna alla périphérique e di questi solo il 6-7% sono immatricolati prima del luglio 1997, con un massimo di 25mila tra auto e furgoni interessati al provvedimento''. Il sindaco ha anche un altro obiettivo, estendere al 90% del territorio urbano entro il 2020 le zone con limite a 30 km/h – oggi intorno al 33% in alcune aree centrali e in diversi quartieri a est. “A Parigi viaggiare a 50 all’ora sarà una eccezione”, ha promesso Hidalgo. Nel frattempo, dovranno raddoppiare entro il 2020 le piste ciclabili, per portare dal 3% al 15% gli spostamenti  cittadini su due ruote. Un’altra battaglia, questa per un futuro migliore, è appena iniziata. 

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