Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 13:54

Elezioni comunali, vediamo chi è più smart.

Marina Fanara ·

Spostarsi a piedi o in bicicletta, prendere il car sharing o, se proprio non si vuole rinunciare all’automobile, usare almeno quella a impatto zero, un’elettrica. Sono queste le nuove frontiere della mobilità urbana: e molto dipende dalla volontà dei sindaci, da quanto coraggio hanno nel rompere con il passato e convincere i propri cittadini a muoversi in maniera intelligente. 

Bici Plan

Piero Fassino (PD), sindaco di Torino e in corsa per un secondo mandato, ha già progettato di “rafforzare la mobilità dolce: piste ciclabili e bike sharing, car sharing anche elettrico, zone in cui la velocità è limitata a 30 km/h, pedonalizzazione”. Cominciamo dalla bicicletta, un mezzo molto gettonato nella Città della Mole (lo utilizzano abitualmente oltre 60.000 torinesi). Ci spiega Fassino: “E’ già in fase di attuazione il nostro Bici plan che prevede l’apertura di nuove stazioni di bike sharing (oggi ce ne sono circa 130) per coprire tutti i quartieri della città. Consentiremo il trasporto delle bici in metro e sui treni e daremo degli incentivi a chi usa la bici per andare al lavoro”. E il car sharing? “Aggiungeremo un quarto operatore per il car sharing elettrico. L’avvio è imminente. Stiamo già installando 700 colonnine per la ricarica della batteria in 212 stazioni di servizio”. E l’auto elettrica? ”Decisamente sì”. L’attuale sindaco dice che la nuova rete di rifornimento in fase di realizzazione “grazie alla preziosa collaborazione del gruppo Bollorè, sarà accessibile anche ai privati”.

Più condivisione

Più auto e bici condivise è un imperativo anche per Giorgio Airaudo (Torino in Comune - La sinistra), altro candidato sindaco. A patto però che l’amministrazione pubblica abbia più voce in capitolo in modo da “coordinare al meglio i servizi al cittadino e fare tutti i passi necessari per avere un piano economico finanziario che permetta investimenti in tal senso”. In materia di piste ciclabili, Airaudo è convinto che, per "diventare una modalità davvero alternativa, bisogna mettere in cantiere una ciclabilità sostenibile che dalle prime fasi coinvolga i ciclisti e si adegui alle loro abitudini". Sull’auto elettrica, anche lui, come Fassino, ritiene che sia questa la mobilità del futuro: “Nel 2025 il centro di Torino deve essere accessibile solo ad auto elettriche e ad auto condivise”. 

Pubblico e privato

Massima collaborazione tra enti pubblici e operatori privati. Per Osvaldo Napoli (FI), altro torinese candidato alle elezioni comunali, è questo il presupposto per lo sviluppo di una mobilità 2.0. Nei progetti di auto e bici condivisa, "dovrebbero essere coinvolti i taxi e le aziende private dei trasporti perché rappresenterebbero una valida sinergia con il Comune. E anche le Fondazioni bancarie perché potrebbero fornire un supporto interini di risorse”. Infine, l’auto elettrica. E’ un altro capitolo per il quale non si può fare a meno del coinvolgimento dei privati. “In questo periodo di carenze di fondi nelle casse pubbliche, la partecipazione dei privati, in termini di risorse e di idee, è assolutamente determinante”.

Viva lo sharing

A Milano, la prima città d’Italia a sperimentare la mobilità condivisa, car e bike sharing sono ormai di casa. Un fiore all’occhiello di cui andare orgogliosi, come fa intendere Giuseppe Sala (PD), in corsa per Palazzo Marino. “In questi ultimi cinque anni”, ci dice, “Milano è punto di riferimento per lo sharing in Italia e nel mondo. Se divento sindaco, mi impegno a far crescere ancora il servizio, stiamo già approntando un bando di gara per un nuovo servizio di sosta che consentirà di sapere dove sono i parcheggi liberi. E' un bel passo avanti”. Via libera anche all’aumento della mobilità ciclabile. “Mi piacerebbe realizzare depositi dedicati in prossimità delle stazioni delle metropolitane e dei treni per mettere a chi arriva da fuori Milano di lasciare la sua bici al sicuro”. Infine, l’auto a batteria. Sala si impegna a "realizzare una infrastruttura capillare e moderna anche grazie al lavoro del governo che ridurrà gli oneri fiscali sulle auto elettriche e delle aziende automobilistiche che stanno lavorando per migliorare l’autonomia delle batterie”. 

Ma quale condivisione

A Napoli invece, l’aspirante primo cittadino del centro destra, Gianni Lettieri prende le distanze in tema di auto e bici condivise. E’ convinto che "di car sharing si occupino i privati, non so quanto un'amministrazione comunale possa essere interessata ad un progetto del genere”. Quanto alla mobilità in bicicletta, "la pista ciclabile come l'abbiamo oggi è una barzelletta, quindi sarà necessario studiarne una completamente da capo, sull’esempio di Rimini o di città europee come Amsterdam”. L'auto a batteria? “Il concetto di auto elettrica non è ancora entrato nella visione dei napoletani. Non tutti in città sanno quanto possono risparmiare sul pieno e quanto siano utili per l’ambiente. Se divento sindaco, daremo incentivi a chi sceglie i veicoli elettrici. E ben vengano proposte da società private, se dovessero arrivare ci siederemo a tavolino e le valuteremo”.

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