Ultimo aggiornamento  23 marzo 2019 22:07

Come eravamo: la prova della Volkswagen Polo.

Alberto Bellucci ·

La prova è integralmente ripresa dal numero 23 de l'Automobile del 1975. Fino a qualche anno fa, quando si diceva Volkswagen s'intendeva semplicemente il "Maggiolino"; una vettura a prova di chilometri, ormai prodotta in 18 milioni di esemplari, che anche i bambini di tre anni conoscono.

L'erede più piccola

Ma le auto invecchiano molto prima dei bambini. Il "Maggiolino", sebbene tuttora costruito, aveva bisogno di un erede. Tuttavia, poiché sarebbe stato rischioso lasciare un'eredità così ingente ad un solo “nipote”, alla Volkswagen hanno pensato di allargare il numero degli eredi. Sono nate così la "Scirocco", la "Golf", l'Audi 50 e, ora la "Polo", quest'ultima, al contrario dell'Audi 50 di cui ricalca la carrozzeria, porta sul cofano il marchio Volkswagen.

Quando le più compatte si chiamavano "utilitarie"

Un marchio prestigioso dal punto dì vista della robustezza e dell'affidabilità meccanica. E la "Polo" dà subito l'impressione, al primo esame, di essere costruita con scrupolo utilizzando buoni materiali, soprattutto se si considera la classe “utilitaria” in cui la vettura va ad inserirsi: non dimentichiamo, infatti, che la cilindrata è di soli 895 cc.

Motore piccolo ma elastico

Ma sono 895 cc ben sfruttati, sicché se ne ricava - in prestazioni e in capienza dell'abitacolo - assai più di quanto non si ottenesse dal vecchio "Maggiolino". Le prestazioni, innanzitutto. Il motore è abbastanza brillanteanche se l'accelerazione non è folgorante. Comunque il chilometro con partenza da fermo lo abbiamo percorso in poco meno di 40 secondi, mentre sono occorsi 12 secondi netti per passare da 0 a 80 km/h e 20 sec. e 5 decimi per raggiungere i 100 km/h. Inoltre, grazie alla notevole elasticità del motore, la ripresa con la quarta innestata è buona anche da soli 25-30 km/h. Particolarmente lunghe, poi, le tre marce inferiori, che permettono di raggiungere, al tachimetro e in fuori giri (tra parentesi i limiti indicati dalla Casa) i 48 km/h (42) in prima, gli 80 (72) in seconda e i 120 (106) in terza.

Quasi mai rumorosa

Da notare che neppure in pieno fuorigiri il motore diventa rumoroso. Ecco, la silenziosità di marcia (notevole anche quella aerodinamica offerta dalla carrozzeria) è forse la dote della "Polo" che colpisce maggiormente chi per la prima volta sale a bordo di questa vettura. Una silenziosità eccezionale che ritroviamo solo - se accade - su berline di gran lusso, ad esempio, e anche sull'Alfasud: non per nulla quest'ultima impiega lo stesso sistema, a doppia paratia, di isolamento del motore.

Comfort e dotazione da categoria superiore

C'è da dire, comunque, che sulla "Polo" il comfort di marcia in generale - e quindi non solo l'insonorizzazione - è eccezionale. Anche le sospensioni assolvono assai bene al loro compito - né dure né morbide e per giunta ben ammortizzate - mentre solo i sedili sono un po' duretti (ma in compenso sono avvolgenti e ben disegnati). D'altra parte anche l'equipaggiamento della vettura è piuttosto ricco, trattandosi di un'utilitaria: tergicristallo a due velocità, lunotto termico, specchietto laterale ripiano portaoggetti sotto il lunotto schienali dei sedili reclinabili, selleria in panno (o in finta pelle, a richiesta), ecc. Dobbiamo però lamentare l'assenza di uno scatto antiabbagliante allo specchietto, di un secondo ripiano portaoggetti nonché di un'efficiente plafoniera (quella che c'è è piccola e sistemata sulla plancia).

Tedesca ma dinamica di guida italiana

In quanto alla guida, la "Polo" è assai piacevole, la diremmo quasi italiana. Uno sterzo preciso e piuttosto morbido anche in manovra, un cambio rapido e leggero, un motore brillante quanto basta con una più che sufficiente velocità di punta (134 km/h effettivi). I freni, pur molto efficienti (resistentissimi all'uso intenso: gli anteriori sono a disco), richiedono però un po' di sforzo sui pedale.

Spaziosa per quattro

Ampio e luminoso l'abitacolo che è omologato per cinque posti. In realtà, se si arretrano molto i sedili, chi è dietro non sta comodo: meno che mai se deve spartire lo spazio con altre due persone. Il portabagagli è ampio (quasi 300 litri) e ben accessibile. È', inoltre, trasformabile, ribaltando il sedile posteriore. Circa il consumo, quello dichiarato (7,3 litri per 100 km, pari a 13,7 km/litro) è molto interessante. C'è da dire che le più recenti Volkswagen denunciano in realtà consumi molto bassi grazie agii accorgimenti adottati. Una prova più approfondita della "Polo" ce ne darà la conferma.

Prezzo di listino (con Iva): lire 2.146.000.

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