Ultimo aggiornamento  23 settembre 2019 22:09

Adriatico: dominio Scandola.

Luca Bartolini ·

Il “Balcone delle Marche”, la bella cittadina di Cingoli, ha ospitato come di consueto il Rally dell’Adriatico gara che si è rivelata bella, combattuta, spettacolare, come belle combattute e spettacolari sono tutte le corse su fondo sterrato.

Sempre in testa

Solitamente sul risultato dei rally influiscono sempre mille incognite, che alla fine disegnano gli equilibri tecnici tra le varie vetture ed i piloti. Il 23. Rally Adriatico, gara organizzata dal Prs Group, non ha fatto che confermarlo, con un’edizione combattuta, rimasta aperta fino all’ultima prova. Questo, nonostante il netto dominio di Umberto Scandola, in coppia con Guido D’Amore, al volante di una Skoda Fabia R5. Il veronese è infatti stato al comando della corsa dal primo all’ultimo metro ma i suoi diretti avversari, in particolare Simone Campedelli, Ford Fiesta R5 alimentata a Gpl, e Denis Colombini, Skoda Fabia R5, gli sono stati spesso vicini nei tempi in prova e anche davanti.

Big in crisi

Una gara anche strana quella dell’Adriatico con alcuni tra i big della serie che sono rimasti molto lontani dalle loro abituali prestazioni. Tra questi Giandomenico Basso e Paolo Andreucci. Sulla corsa del primo è pesata la strategia, o per meglio dire la mancanza di una strategia chiara, da parte del suo team Brc. Al veneto, ancora in corsa per il titolo tricolore, è stato infatti affiancato una settimana prima del rally un compagno di squadra, Simone Campedelli, particolarmente forte. Non solo, a Campedelli è stata data la Ford Fiesta alimentata a Gpl, arma di punta del team, mentre il veneto ha dovuto correre con una Fiesta alimentata a benzina ed adattarsi ad una vettura dalle caratteristiche di guida completamente diverse. Il risultato, anche se sulla corsa di Basso pesano uno stallonamento e la rottura di una barra, è stato mortificante per lui, molto meno brillante rispetto al compagno di squadra.

Bagarre in classifica

Discorso diverso invece per Andreucci. Al pluricampione della Peugeot questa gara non è mai piaciuta e questo unito al fatto di aver dovuto prendere il via con il numero uno, situazione estremamente penalizzante nelle gare su terra, ha contribuito ad una prestazione sotto tono, molto lontana da quelle alle quali il toscano ci ha abituato.

Il Campionato Italiano Rally, riparte quindi dal suo giro di boa, con una situazione più aperta con Umberto Scandola che si è avvicinato ad Andreucci in vista fra l’altro del prossimo impegno, quello con il Rally San Marino in programma nei giorni 8, 9 e 10 luglio, ancora un appuntamento su strade sterrate.

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