Ultimo aggiornamento  19 settembre 2019 12:24

500 Miglia: il sogno USA del signor Rossi.

Paolo Borgognone ·

Agli americani, si sa, piacciono le storie degli sfavoriti che diventano campioni, delle gazzelle che si fanno leoni, della sorpresa che sale sul gradino più alto del podio. Se poi lo sfavorito, gazzella, sorpresa è un all American boy, prodotto della robusta genia a stelle e strisce, la storia piace anche di più.

Rossi trionfa

Per tutti questi motivi gli USA celebrano il trionfo di Alexander Rossi, nato nel 1991 ad Auburn in California e cresciuto in Nevada, esordiente, capace di partire dall’11 piazzola nella 100esima edizione della 500 Miglia di Indianapolis e di vincerla alla prima partecipazione, battendo fior di campioni favoritissimi e di bersi - come tradizione - il classico sorso di latte fresco destinato al vincitore nella gara automobilistica più americana che ci sia. Da queste parti ancora in molti odiano il brasiliano Emerson Fittipaldi che, sdegnosamente, rifiutò il latte per tracannarsi una bella aranciata frizzante.

America sull'attenti

La 500 Miglia si disputa, tradizionalmente, nel Memorial Day la giornata che fin dalla sua istituzione nel 1868 da parte del Generale Logan, gli americani dedicano al ricordo e alla celebrazione dei caduti di tutte le guerre. Per questo la cerimonia che ha preceduto la partenza, col coro dei bambini di Indianapolis a cantare “America the Beautiful” e Darius Ricker, solista del gruppo Hootie & the Blowfish, vincitore di tre Grammy a intonare “The Star Sprangled Banner” ha fatto venire i brividi sulla schiena a più di uno dei 350.000 spettatori sulle tribune. E anche a parecchia gente a casa.

Montoya out

Al via è un canadese di Oakville, James Hinchcliffe, a guidare la truppa dei 33 partenti. Hinchcliffe l’anno passato si è schiantato durante le prove e ha rischiato di non gareggiare più. Questa edizione della 500 Miglia è stata, dal punto di vista degli incidenti, abbastanza tranquilla. Anche se i terrificanti muretti dell’ovale di Indianapolis, sfiorati a quasi 350 all'ora, hanno mietuto le loro vittime, come il vincitore 2015, Juan Pablo Montoya, finito contro le barriere al 64esimo dei 200 giri previsti.

Sul filo di lana

Praticamente impossibile seguire tutti i sorpassi, i cambi di leader, la caution e i pit stop che hanno ravvivato la gara per tutta la sua durata. Andiamo direttamente al convulso finale. In pista ci sono ancora 25 macchine e la battaglia è accesissima soprattutto fra il colombiano Carlos Munoz - partito quinto - e Josef Newgarden di Herdensonville, Tennessee, secondo in griglia, velocissimo e accreditato come probabile vincitore fino a che a tre giri dalla fine non si è visto costretto a rientrare ai box per rifornire di bioetanolo. Stessa sorte per Munoz, compagno di squadra di Rossi. E cosi il ragazzo californiano, che già aveva passato alcuni giri in testa, si ritrova a girare sempre più piano ma sempre già vicino ad un incredibile traguardo, fino a passare sotto la bandiera a scacchi, precedendo Munoz e Newgarden nell’ordine, chiudendo gli ultimi due giri praticamente solo con i vapori di bioetanolo, tanto da restare a secco poche centinaia di metri dopo il traguardo.

Le parole del vincitore

“Ad un certo punto della gara - ha detto un emozionantissimo Alexander non appena parcheggiato la sua Dallara motorizzata Honda del Team Andretti sulla victory lane sotto il podio e agitando il suo litro di latte - ero 33esimo su 33. Abbiamo giocato d’azzardo e ci siamo riusciti, ancora non so come”. Festeggiatissimo dal suo team, Rossi è riuscito quasi miracolosamente a far durare il suo ultimo pieno di bioetanolo per oltre 140 chilometri e in questo modo è diventato il nono “rookie” a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro della 500 Miglia di Indianapolis. Il suo ritratto è il 103esimo a comparire sul gigantesco Borg-Warner Trophy, la coppa da quasi un metro e sessanta che i vincitori - prudentemente - lasciano ogni anno nel museo del circuito.

Curiosità sulla gara

Alexander Rossi ha trionfato quindici anni dopo l’ultima vittoria di un rookie: nel 2001 fu il brasiliano Helio Castroneves - quest’anno a lungo in testa - ad aggiudicarsi la 500 miglia di Indianapolis. Prima del via il pilota ex Marussia era dato dai bookmakers 66/1. Rossi ha corso con il numero 98, lo stesso che aveva lo scomparso Dan Wheldon quando vinse la sua ultima gara nella formula Indy. Tra le altre curiosità il discreto 18esimo posto finale di Pippa Mann, l’unica donna in gara. 

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