Ultimo aggiornamento  20 agosto 2019 11:27

Una telefonata accorcia la vita.

Marina Fanara ·

Altro che “Una telefonata ti salva la vita”. Quando ci si trova per strada: “Se non rispondi non muore nessuno”. E’ proprio questo lo slogan dell’ultima campagna sulla sicurezza di ANAS e Polizia di Stato allarmati dal fatto che, dopo anni di calo, gli incidenti mortali sono tornati ad aumentare. Tutta colpa della distrazione, dovuta per lo più a smartphone e cellulari. In poche parole: parlare, messaggiare, chattare, navigare su internet, consultare le e-mail e farsi un selfie (è questa l’ultima moda) è causa o concausa d’incidente nel 30-40% dei casi.

Di sicurezza non si può ancora parlare

Nonostante la patente a punti, le campagne di sensibilizzazione, i controlli tramite la nuova tecnologia (autovelox, Vergilius e Tutor), le nostre strade non sono ancora abbastanza sicure. Lo dimostrano le statistiche sugli incidenti (ACI-Istat): dal 2000 al 2013 il numero delle vittime si è praticamente dimezzato (da 7.000 a 3.500), ma nel 2014 c’è stata una battuta d’arresto (a fronte di un calo delle vittime in tutta Italia pari a -0,6%, limitatamente alle città i morti sono aumentati del 5,4%). Un escalation preoccupante perché, solo per quanto riguarda le stime dei sinistri rilevati da Polizia e Carabinieri, si è ripetuta anche nel 2015 (+2,5% gli incidenti mortali) e nei primi quattro mesi del 2016 (+2%). E viene ulteriormente suffragata dai dati sulle multe: nel 2015 rispetto al 2014, le forze dell’ordine hanno comminato il 20,9% di contravvenzioni in più per uso di smartphone e telefonino (l’art. 173 del Codice della strada ne vieta l’uso senza auricolare, anche per mandare sms, la sanzione è da 161 a 646 euro e 5 punti in meno dalla patente).

Smartphone, mania senza età

E’ una piaga che colpisce tutti: giovani e adulti, maschi e femmine, in macchina, in moto, in bici, a piedi. Lo spiega a chiare lettere Roberto Sgalla, direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato: “Gli elementi distraenti sono tantissimi, non solo tablet e cellulari, ma anche navigatori e tutte le strumentazioni tecnologiche di cui sono dotate le auto di nuova generazione. Resta il fatto che la necessità di rimanere costantemente in rete colpisce anche gli utenti più deboli, come pedoni, centauri e ciclisti, già più esposti ai rischi”. Morale della favola: “Per la smania di restare sempre connessi alla rete ci disconnettiamo completamente dalla strada”, conclude Sgalla.

Un’app perché quando guidi, guida e basta

Una tam tam mediatico che, oltre ai canali tradizionali, usa proprio lo strumento del web e dei social per diffondere il suo messaggio e convincere chi si muove nel traffico a silenziare ogni fonte di distrazione e concentrarsi solo sulla strada. Questa è in sostanza la campagna dell’ANAS “Se non rispondi non muore nessuno. Quando guidi #GuidaeBasta” che ha come testimonial La Pina, rapper e voce storica di Radio Deejay, oltre che media partner dell’iniziativa. 

Valore aggiunto del progetto è l’inedita app “Guida e Basta”, disponibile per iOS e Android: permette di impostare il proprio cellulare sulla modalità “guida”, attraverso la quale il gruppo predefinito di contatti preferiti verrà messo automaticamente al corrente che siete in viaggio e non potete rispondere al telefono. Uno strumento prezioso alla guida... e quando si sente il bisogno di stare da soli.

Tag

Anas  · Cellulare  · Codice della Strada  · Distrazione  · Incidenti  · Smartphone  · 

Ti potrebbe interessare

· di Marina Fanara

La Regione chiama a raccolta gli studenti contro la distrazione e lascia un concorso d'idee per sensibilizzare giovani e adulti sui rischi del cellulare al volante

· di Paolo Borgognone

Il colosso Usa delle telecomunicazioni AT&T si batte per una guida sicura. Con una campagna social e app per combattere la distrazione al volante

· di Redazione

A New York ll Textalyzer combatterà la distrazione da cellulare al volante mentre in Iowa la patente sarà in formato digitale in forma di app

· di Marina Fanara

Non ci si limita più al solo conversare. Chat, selfie e messaggi ormai dilagano sulle strade di tutto il mondo e gli incidenti per distrazione aumentano