Ultimo aggiornamento  07 dicembre 2019 15:43

Rally, nell'Adriatico la terra è protagonista.

Chiara Iacobini ·

Fino a qualche anno fa, la grande parte dei rally nel nostro Paese si svolgeva su terra, tanto che i piloti di pista chiamavano i loro colleghi rallysti "i polverosi". Un nomignolo simpatico ma sicuramente, meno azzeccato ora che il 90% delle corse di questo genere in Italia si svolge su asfalto.

Meno terra più asfalto 

Un’evoluzione dovuta ai tempi, con sempre meno strade sterrate a disposizione ed ai costi, con le gare su terra sicuramente più onerose dal punto di vista organizzativo, con effetti collaterali non di poco conto. La scuola su terra per piloti italiani, destinati poi a gareggiare nel Campionato del Mondo Rally che ha tuttora in calendario l’80% della gare sulla terra, è in pratica sparita. Solo il Trofeo Rally Terra rappresenta ancora una valida palestra per chi si accinge ad affrontare un rally sullo sterrato.

Inseguendo Andreucci

Quello di sabato e domenica, sulle veloci ed insidiose strade non asfaltate del 23. Rally Adriatico è per certi versi quindi un ritorno alle origini e un appuntamento pieno di incognite, quasi a metà di una stagione che ha, almeno sull’asfalto, già espresso i suoi valori. Valori che vedono Paolo Andreucci e la sua Peugeot 208 T16 già decisamente avanti agli altri e con Giandomenico Basso, Ford Fiesta R5, ed Umberto Scandola, Skoda Fabia R5, dietro ad inseguire.

Big in passerella

Ora, sulla terra, ai due inseguitori si presenta la ghiotta occasione di ribaltare i valori in campo, in particolare ad Umberto Scandola che negli ultimi anni è stato protagonista sempre di ottime prestazioni nelle poche gare su terra rimaste e che ha trionfato nell'edizione dell'anno passato di questa gara. Il rally vedrà la cerimonia di partenza venerdì sera dal Foro Annonario di Senigallia, per proseguire sabato e domenica sulle strade sterrate dell'entroterra marchigiano, nella zona di Cingoli. Dodici le prove speciali in programma pari a 121,29 km cronometrati tutti su terra, immersi in un percorso totale di 445,20 chilometri. Una gara che vedrà al via i migliori piloti del rallismo tricolore, ed anche una nutrita passerella di specialisti della terra a formare i 59 equipaggi iscritti.

Tutti i protagonisti

La corsa è anche valida per il Campionato Italiano Rally Junior con i più giovani talenti del rallismo nazionale attesi ad una grande sfida. I due favoriti per la vittoria sono il siciliano Marco Pollara ed il molisano Giuseppe Testa, entrambi con una Peugeot 208 R2. Tra gli altri protagonisti da seguire il piemontese Giorgio Bernardi, e il piacentino Andrea Mazzocchi, anche loro su Peugeot 208 R2. Oltre alla lombarda Beatrice Calvi che con la 208 R2 che proverà a difendersi dagli attacchi della pilota di Massa, Corinne Federighi su Renault Clio R3C, anche nel titolo femminile. Nella serie tricolore "2 Ruote Motrici" poi proseguirà la lotta tra il leader Ivan Ferrarotti con la Renault Clio R3C e il lucchese Luca Panzani, in corsa qui con la Citroen DS3 R3T. Sempre nel 2 RM presenti Kevin Gilardoni, Gianadrea Pisani e Sergio Marchetti in cerca di punti importanti nel Campionato. Da non perdere infine la gara del Campionato Italiano R1 con otto equipaggi a bordo delle Suzuki Swift Sport in versione R1B in corsa anche per il monomarca della casa giapponese, Suzuki Rally Trophy.

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