Ultimo aggiornamento  09 dicembre 2019 16:03

Mobilità sostenibile come la banda larga.

Redazione ·

Alla rEVolution Electric Drive Days, evento organizzato con il patrocinio dell’ACI presso il Centro di Guida Sicura ACI – Sara di Lainate (MI), il governo Renzi ha preso un impegno per sostenere la mobilità sostenibile, che sarà contenuto nella prossima legge di stabilità. L’evento si è tenuto insieme agli Stati Generali della mobilità Elettrica nell’ambito dei quali è stata presentata la piattaforma di indirizzo strategico in Italia sottoscritta da Enel, A2A, Gruppo Hera e Class Onlus.

"Risultato che faremo"

"La politica deve dare un numero e una data. Tutto il resto sta dietro. Tecnologie, norme e quant'altro viene di conseguenza", ha detto a Raffaele Tiscar, vice segretario generale della Presidenza del Consiglio: "È' la stessa cosa che sta accadendo per la banda larga. Ci è stato imposto di raggiungere un obiettivo europeo e lo faremo. Il tema vero è  il risultato che vogliamo raggiungere. L'obiettivo temporale è la prossima legge di stabilità, per le risorse e per le norme necessarie ad agevolare la mobilità sostenibile”. Il governo, ha aggiunto Tiscar, lavora per una “politica industriale che crei le condizioni per la diffusione del mercato: questo, l'Italia non lo ha fatto da tanti anni. Ci riusciremo. Il Paese troverà la sua ricollocazione in un mondo che cambia".

La Carta di indirizzo strategico

Aprendo i lavori, Giancarlo Morandi, presidente del Cobat – Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo – ha sottolineato come la piattaforma di indirizzo strategico sia un “documento importantissimo perché coinvolge tutti i soggetti che possono contribuire a una vera rivoluzione elettrica”. E se Camillo Piazza, presidente di Class Onlus, ha invitato il governo a recepire nelle politiche nazionali i punti strategici sintetizzati della Carta, Nicola Lanzetta, Senior Vice President Enel, ha detto che prima dell’estate, verrà presentato un piano infrastrutturale di punti di ricarica per far viaggiare un’elettrica da nord a sud. Oggi ci sono nel Paese 900 colonnine pubbliche, 2.000 considerando anche quelle private: l’Enel, che offre anche un servizio di noleggio alle aziende di auto elettriche, pensa a una “app che consenta di interagire con tutte le colonnine di ricarica utile per gli stranieri che vengono in Italia con auto elettrica”, oltre a star già sperimentando il “vehicle to grid”, auto che danno energia alle abitazioni o comunque alla rete.

Quanto vale l'elettrico

Lorenzo Giussani,  responsabile Strategia e Innovazione di A2A, ha dato alcuni numeri tangibili sulla mobilità sostenibile che il governo ha promesso di sostenere: “Sono stati consumati meno di 500 Mwh nel 2015 dalle colonnine A2A a Milano,  pari al consumo di energia elettrica da parte di un grossista di generi alimentari con frigoriferi in 1 anno. E 2 milioni di veicoli elettrici che percorrano 10 mila km annui, valgono il 2% del business attuale di vendita di energia elettrica”. Pietro Menga, presidente di Cives (Commissione italiana veicoli elettrici e stradali  a batteria, ibridi e a celle a combustibile), ha aggiunto altre informazioni sui costi sociali che stanno dietro la necessità di un passaggio a una nuova mobilità sostenibile: 1,4 centesimi al km di una auto elettrica contro i 5,6 centesimi al km di un’auto a combustione, cioè  “viaggiare in elettrico fa risparmiare alla collettività circa 4 centesimi al km percorso”. E poi un sì allo “sharing come forma di avvicinamento all'auto elettrica”.

Quali incentivi

Bruno Mattucci, amministratore delegato di Nissan Italia e rappresentante dunque del primo costruttore di veicoli elettrici al mondo, ha sottolineato l’impegno del gruppo “nella sfida al cambiamento climatico”, perché “sappiamo che la mobilità è responsabile per circa il 30% delle emissioni”. Mattucci plaude alla prossima iniziativa del governo, ritenendo “particolarmente urgente e prioritario il primo punto chiave, relativo all’introduzione di incentivi diretti all’acquisto che permetta di avvicinare il costo dei veicoli elettrici a quello degli omologhi a combustione interna. È questa, a nostro parere, la prima causa che limita la diffusione della mobilità elettrica nel nostro Paese. Diversi studi hanno dimostrato che a giocare il ruolo determinante nelle scelte d’acquisto dei consumatori sono il prezzo d’acquisto e i costi di proprietà”. 

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