Ultimo aggiornamento  18 settembre 2018 23:02

È l'ora del corporate car sharing.

Marco Perugini ·

Si fa strada una nuova tendenza nella mobilità: è il corporate car sharing, ossia l’auto aziendale condivisa, che integra l’offerta delle grandi flotte private. Il 50% delle imprese già oggi offre ai dipendenti servizi di condivisione dell’auto aziendale e questa percentuale dovrebbe salire almeno al 70% nei prossimi anni. E’ quanto emerge dal workshop “Pronti per la (car) Sharing Economy”, promosso da Top Thousand, l’Osservatorio sulla mobilità aziendale composto da fleet e mobility manager di grandi aziende nazionali ed internazionali con un parco auto di almeno 1.000 veicoli. Ai lavori hanno partecipato i principali player del settore, già attivi o in arrivo sul mercato italiano, tra cui CCS, LoJack Italia, Targa Telematics e Ubeeqo.

Pro e contro

La diffusione del car sharing aziendale è spinta da vantaggi evidenti in termini di risparmi ed ottimizzazione della flotta, ma risente di criticità ancora non risolte come l’esigenza di una tecnologia uniforme per la gestione di tutti i veicoli e il rigoroso rispetto della privacy. E’ comunque evidente che un’auto ferma per il 90% del tempo rappresenta uno spreco per l’azienda, che richiede le più idonee misure correttive economiche e sociali. “La sharing mobility rappresenta un’opportunità per rispondere alla domanda di trasporto delle aziende e per migliorare l’utilizzo e la gestione dei parchi auto”, afferma il presidente dell’Osservatorio Top Thousand, Riccardo Vitelli, che evidenzia come anche nel mondo delle imprese sia in corso un graduale ma ineluttabile cambiamento culturale che punta sempre di più sulla condivisione di auto e veicoli.

L’auto aziendale è diesel

L’Osservatorio ha recentemente pubblicato uno studio che fotografa l’evoluzione dell’offerta di mobilità aziendale attraverso un campione di 31.000 veicoli. L’alimentazione più diffusa è il diesel con l’81% delle auto alimentate a gasolio, ma cresce il peso delle ibride, arrivato al 9% del parco complessivo e quello delle elettriche (4,5%). Stentano gpl e metano, ferme all’1,3%.

A bordo delle vetture è forte il ricorso alla tecnologia: sull’80% dei veicoli aziendali è presente il navigatore, il bluetooth (65%) e i sensori di parcheggio (55%). I dispositivi per la sicurezza seguono con un leggero distacco: un’auto su due è dotata di black box, il 40% è equipaggiata di cruise control e il 20% di sistemi di frenata di emergenza. Una su 10 è in grado di mantenere la corsia di marcia e 1 su 20 legge autonomamente i cartelli stradali. Il 61% dei veicoli adotta tecnologie avanzate contro il furto.

Le priorità

Guardando al futuro, la maggior parte degli operatori prevede stabilità nel numero di veicoli aziendali in circolazione e nella loro percorrenza media. Tra le priorità da affrontare più di 8 addetti su 10 puntano il dito sugli standard di sicurezza stradale con cui i guidatori devono confrontarsi quotidianamente. Altro tema caldo è la modalità di rifornimento, con il 55% delle aziende che chiede una carta carburante universale, utilizzabile non solo nelle stazioni di servizio convenzionate.

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