Ultimo aggiornamento  15 novembre 2019 09:44

Trump vs. Ford: l'auto deve rimanere negli USA.

Marco Perugini ·

“La decisione di Ford di spendere 1,6 miliardi di dollari per costruire in Messico un impianto di assemblaggio è un’assoluta disgrazia che non si verificherà se sarò eletto presidente. Il mio primo giorno alla Casa Bianca chiamerò il ceo Ford per annunciargli un dazio del 35% su ogni suo prodotto venduto in USA se la produzione varcherà i nostri confini”. Sono parole dure quelle espresse da Donald Trump, il discusso candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, che bocciano senza mezzi termini la scelta della Casa automobilistica americana di spostare alcune linee produttive all’estero nell’ottica di una maggiore sostenibilità economica.

La replica di Bill

Il presidente esecutivo Bill Ford Jr ha risposto difendendo la scelta dell’azienda e ricordando al magnate newyorchese che Ford è da sempre protagonista di una grande storia di successo americano e che lo scorso anno l’80% delle auto vendute nel Nord America è stata prodotta negli USA. Ferma restando la difficoltà di introdurre dazi alla luce del North American Free Trade Agreement che li ha eliminati, Bill Ford vede con timore anche i rischi di guerre commerciali con la Cina o con altre economie nazionali, più volte ipotizzate da Trump nelle sue dichiarazioni in tema di salvaguardia dei posti di lavoro.

Cambio di passo nelle politiche sull'automotive

L’intervento del candidato repubblicano nel comparto automotive segna un deciso cambio di passo rispetto alle linee finora seguite dal presidente uscente Barack Obama, artefice del salvataggio della General Motors e della Chrysler nel 2009. “Senza un intervento del governo, più di un milione di americani avrebbero perso il proprio posto di lavoro – ha dichiarato a gennaio Obama intervenendo al Salone dell’auto di Detroit (dal 1999 sempre disertato da ogni presidente USA) - ma in cambio di un rinnovato e più forte senso di responsabilità del management abbiamo concesso aiuti che hanno salvato la tradizione automobilistica americana e contribuito alla creazione di 640.000 nuovi posti di lavoro”.

La sfida USA su auto elettrica e guida autonoma

Guardando alla mobilità di domani, l’amministrazione statunitense si era posta l’obiettivo di far circolare sulle strade un milione di auto elettriche entro il 2015, ma ad oggi mancano ancora 500.000 vetture al traguardo, anche per il calo del costo dei carburanti tradizionali. Già all’inizio di quest’anno Obama ha inoltre proposto di investire 4 miliardi di dollari fino al 2026 per promuovere la guida autonoma.

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